Sette erano i pianeti visibili ad occhio nudo osservati dall’occhio attento degli antichi: Sole, Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, secondo l’ordine degli antichi calendari lunari, che parafrasa i giorni della settimana. Nel 1781 sir William Herschel scopre Urano, nel 1845 alcuni calcoli individuano Nettuno e nel 1933 compare sulla scena del sistema solare il piccolo Plutone, più volte sul punto di essere declassato come pianeta.
Urano ha assunto la connotazione di imprevisto e tecnologia, principi basilari del mondo moderno, Nettuno simboleggia chimica, farmacopea, la versione moderna dell’alchimia, con le sue degenerazioni di assuefazione legata a droga e alcol, sofisticazione e adulterazione, inquinamento sempre più nocivo per il mondo animale e vegetale. Plutone rappresenta invece metafisicamente il profondo inconscio, e sotto il profilo collettivo l’energia atomica. Considero i tre pianeti ‘transaturniani’ come facenti parte di una società a responsabilità illimitata, che sfugge alla coscienza individuale e spinge la Terra e i suoi abitanti verso un destino assai rischioso e imponderabile.



