Le Rivoluzioni in Astrologia!

Devo confidarvi, cari Amici, che la preparazione di questo Seminario mi ha veramente dato soddisfazione: ho ripercorso il cammino dell’Astrologia, dai tempi antichi a quelli moderni. Vi riporto uno stralcio del mio lavoro, che ho creato raccontando aneddoti di astrologi famosi e non, dall’antichità ad oggi:
Per l’occasione ho rispolverato alcuni oroscopi ‘manufatti’, che ancora conservo con grande affetto: erano artigianali, noi studiosi di Astrologia eravamo veri e propri pionieri, ed eseguivamo tutti i conteggi a mano. Credetemi, non era facile stabilire a prima vista le posizioni esatte dei pianeti e i loro aspetti, ci voleva grande buona volontà!
Oggi coloro che iniziano il cammino astrologico non si rendono conto di quale immenso vantaggio giunge loro dall’uso di software precisi, facili da usare, capaci di offrire una gamma incredibile di prestazioni. I dati sono per lo più ormai di dominio pubblico, reperibili con una certa facilità. Nello stesso tempo è anche giusto osservare che questi strumenti si prestano a una visione più superficiale della materia. Rammento i primi anni in cui tenni corsi di Astrologia: ci voleva un anno scolastico per apprendere a redigere correttamente una carta del cielo, applicando regole millenarie. Era un lavoro appassionante, in cui coloro che eccellevano in capacità matematico computistiche erano felici di essere i primi della classe mostrandosi disinvolti nel maneggiare Effemeridi e Tavole delle Case. L’anno successivo ci si addentrava nel cammino interpretativo, e allora coloro che avevano brillato per attitudini contabili spesso apparivano incerti, maldestri, spesso incapaci di cogliere il meccanismo della decodificazione dei simboli. Con sospiri di sollievo da parte di coloro che avevano languito a lungo nel misurarsi in difficili conteggi. Oggi il tabù della matematica non esiste più, ma è anche vero che il sacrificio dello studio di regole antiche veniva compensato da una migliore conoscenza delle regole del gioco. Il meccanismo di inserimento manuale dei glifi sulla tavola zodiacale, il rivolgerla verso Oriente costituivano riti particolari, quasi iniziatici. A lungo persone anche esperte continuarono a utilizzare grafici standard che inserivano l’Ascendente verso ovunque, impedendo alla lettura interpretativa un primo basilare principio secondo il quale l’Ascendente deve stare a sinistra di colui che esamina la carta del cielo.
‘E’ piena di fallacie questa dottrina… ma vi sono dentro pur cose divinissime…’ scriveva Tommaso Campanella a Galileo, vecchio e infelice, che gli aveva negato i dati di nascita, necessari per erigere il suo Oroscopo. Rispondendogli che ne faceva a meno, di tragedie ne aveva già subite a sufficienza…


Studiare l’Astrologia era antica consuetudine dell’ordine dei Domenicani essendo fondamentale (e monumentale) in materia l’opera del superiore domenicano Junctinus. Proprio nello stesso periodo, interrogato sul futuro della Francia di Richelieu, Campanella dichiarò che ben presto si sarebbe festeggiata una nascita insperata e prodigiosa, ‘portentosam nativitatem’. Predizione alquanto improbabile!
Sposato da 22 anni il Re Luigi XIV trascurava totalmente la moglie legittima, Anna d’Austria, per dedicarsi a Louise de la Fayette. Mentre il Re andava a caccia a Versailles, sua moglie era esiliata al Louvre. La passione – secondo le regali parole di lui – non veniva mai a turbare la sua vita. A partire dal 1637 la bella amante Louise era ospite del convento della Visitazione, dove si faceva chiamare Suor Angelica. Là si recò il Re nel pomeriggio del 6 dicembre 1637, per farle visita. Lasciò la suorina all’imbrunire, mentre una tempesta di pioggia e di neve si abbatteva su Parigi. Decise di riparare al Louvre: Anna d’Austria, 36 anni, senza figli, temeva molto di dover tornare ripudiata dai genitori. Colse nel suo arrivo il segno del destino. Fece accendere grandi fuochi, una cena squisita fu servita. Più tardi, forse per dare compimento alla profezia di Campanella, il re entrò, accolto con entusiasmo immaginabile. Il 20 gennaio 1638 Parigi seppe in un baleno che la Regina era incinta. Luigi, donato dalla grazia di Dio, nacque il 5 settembre 1638 allo Chateau–Neuf di Saint Germain–en–Laye, alle ore 11 e 11’ a.m. Vergine Ascendente Scorpione, dalla splendida congiunzione Luna–Venere in Leone, segno regale. La madre Anna chiese al Cardinale Richelieu di conoscere il destino del neonato. Fu convocato Campanella che esaminò non solo le Carte Celesti, ma anche il corpo del bambino, come aveva fatto a suo tempo Nostradamus con i figli di Caterina, qualche decennio prima. Così si espresse: ‘Il giorno in cui si è verificata la nascita del Delfino, evento prodigioso e insperato, era stato annunciato dall’Astrologia, segno che presagiva l’età dell’Oro che precederà l’unificazione del mondo.
Il destino glorioso dell’infante neonato sarà di sottomettere i popoli al governo di Dio. La costellazione del Delfino è composta da nove Stelle: le nove Muse secondo gli Astrologi… all’incirca tutte dall’Aquila, grande genio; da Pegaso, abile nella cavalleria, dal Sagittario, nella fanteria; dall’Acquario, potenza sul mare; dal Cigno, poeti, storici, oratori lo canteranno. Il Delfino tocca l’Equatore, giustizia.
Nato di domenica, giorno del Sole, il Delfino come il Sole per il suo calore e la sua luce farà la fortuna della Francia. Il Francese volerà al di sopra del mondo intero’.
Si trattava del ‘Monarca forte’ di Bacone e di d’Ailly. Il futuro Roi Soleil non poteva essere dipinto con agiografia più efficace!

Carta del Cielo di Luigi XIV, nato il 5 Settembre 1638 - Ore 11 a Saint-Germain-en-Laye (Francia)

L’onore di redigere la carta del cielo del Delfino fu condiviso da Tommaso Campanella con l’ultimo grande astrologo francese, Jean-Baptiste Morin de Villefranche, personaggio assai chiacchierato e un po’ vanesio, autore di un’Astrologia Gallica in 30 volumi. Anche lui si era fatto onore con il re, avendolo rassicurato sulla sua guarigione in un momento di grave défaillance fisica.
Otto mesi più tardi Campanella notò in Cielo una Eclissi, che giudicò funesta per la sua salute. Ricorse ad alcuni rimedi magici: fece bruciare legni odorosi e appese nella sua cella drappi bianchi. Ma tutto fu inutile ed egli morì il 21 maggio 1639, nel convento di rue St. Honoré. La cella era illuminata da due torce e 5 candele, simbolo dei 7 Pianeti. Sappiamo che l’Astrologia più tardi lentamente decadde nei paesi latini, mentre in Inghilterra resistette grazie agli Almanacchi e a una fiorente attività di consultazione.


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