Astrologia, medicina per il Corpo e per l’Anima

Copertina 32.jpgSe ti mancano i medici,
siano per te medici queste tre cose:
l'animo lieto, la quiete e la moderata dieta.
Perché il sonno ti sia lieve la tua cena sarà breve.
Se gli umor serbar vuoi sani lava spesso le tue mani.
Se non hai medici appresso farai medici a te stesso questi tre: anima lieta, dolce requie e sobria dieta

Questi ‘consigli’ provengono dalla Scuola Medica salernitana, che è stata la prima e più importante istituzione medica d'Europa nel Medioevo (XI secolo); come tale è considerata da molti come l'antesignana delle moderne università. La Scuola si fondava sulla sintesi della tradizione greco-latina completata da nozioni provenienti dalle culture araba ed ebraica.

Essa rappresenta un momento fondamentale nella storia della medicina per le innovazioni che introduce nel metodo e nell'impostazione della profilassi. L'approccio era basato fondamentalmente sulla pratica e sull'esperienza che ne derivava, aprendo così la strada al metodo empirico e alla cultura della prevenzione .
Di particolare importanza, dal punto di vista culturale, è anche il ruolo svolto dalle donne nella pratica e nell'insegnamento della medicina. Le donne che insegnarono e operarono nella scuola divennero famose col nome di Mulieres Salernitanae[ .
Le basi teoriche erano costituite dal sistema degli umori elaborato da Ippocrate e Galeno, tuttavia il vero e proprio bagaglio scientifico era costituito dall'esperienza maturata nella quotidiana attività di assistenza ai malati. Con la traduzione dei testi arabi, si aggiunse a questa esperienza una vasta cultura fitoterapica e farmacologica.
La fondazione della scuola risale all'Alto Medioevo e non vi è nessun documento che possa certificare con precisione una data di riferimento. La tradizione tuttavia lega la nascita della scuola all'evento narrato da una leggenda.
Si racconta che un pellegrino greco di nome Pontus si fermò nella città di Salerno e trovò rifugio per la notte sotto gli archi dell'antico acquedotto dell'Arce. Scoppiò un temporale e un altro viandante malandato si riparò nello stesso luogo, si trattava del latino Salernus; costui era ferito e il greco, dapprima sospettoso, si avvicinò per osservare da vicino le medicazioni che il latino praticava alla sua ferita. Nel frattempo erano giunti altri due viandanti, l'ebreo Helinus e l'arabo Abdela. Anche essi si dimostrarono interessati alla ferita e alla fine si scoprì che tutti e quattro si occupavano di medicina. Decisero allora di creare un sodalizio e di dare vita a una scuola dove le loro conoscenze potessero essere raccolte e divulgate.
La posizione geografica ebbe sicuramente un ruolo fondamentale nella crescita della Scuola: Salerno, porto al centro del Mediterraneo, subisce e metabolizza gli influssi della cultura araba e greco-bizantina. Dal mare arrivano i libri di Avicenna e Averroè, e dal mare giunge a Salerno anche il medico cartaginese Costantino l'Africano che visse nella città per diversi anni e tradusse dall'arabo molti testi: gli Aphorisma i Prognostica di Ippocrate, Tegni e Megategni di Galeno, il Kitāb-al-malikī (ossia "Liber Regius", o Pantegni) di Alī ibn ˁAbbās (Haliy Abbas), il Viaticum di al-Jazzār (Algizar), il Liber divisionum e il Liber experimentorum di Rhazes(Razī), il Liber dietorum, il Liber urinarium e il Liber febrium di Isaac Israeli il Vecchio (Isaac Iudaeus).
Sotto questa spinta culturale si riscoprono le opere classiche a lungo dimenticate nei monasteri. Grazie alla Scuola Medica, la medicina fu la prima disciplina scientifica a uscire dalle abbazie per confrontarsi di nuovo con il mondo e la pratica sperimentale.
A tale proposito notevole importanza ebbero i monaci: i monasteri di Salerno e della vicina Badia di Cava dovevano avere una certa importanza nella geografia benedettina, infatti notiamo nella città nell'XI secolo la presenza di tre importanti personaggi di quest'ordine: il papa Gregorio VII, l'abate di Montecassino Desiderio (futuro papa Vittore III) e il vescovo Alfano I .
In questo contesto la Scuola di Salerno cresce e si sviluppa fino a raggiungere il massimo del suo splendore tra il X e il XIII secolo. A quell'epoca giungevano alla "Schola Salerni" persone provenienti da tutta Europa, sia ammalati che speravano di essere guariti, sia studenti che volevano apprendere l'arte della medicina. Il prestigio dei medici di Salerno è largamente testimoniato dalle cronache dell'epoca e dai numerosi manoscritti conservati nelle maggiori biblioteche europee.
Nel 1231 l'autorità della scuola veniva sancita dall'imperatore Federico II: nella sua Costituzione di Melfi si stabiliva che l'attività di medico poteva essere svolta solo da dottori in possesso di diploma rilasciato dalla Scuola Medica Salernitana (Saturno si trovava in Pesci…). Nel 1280 Carlo II d'Angiò approvò il primo statuto in cui la Scuola veniva riconosciuta come Studium generale in medicina (Studium all’epoca era sinonimo di università; Saturno era in Sagittario: didattica).
Quando Il Cristianesimo mise radici profonde si sviluppò una tensione tra chiesa e medicina delle campagne, essendo quest'ultima molto magica o mistica, con basi parzialmente incompatibili con la fede cristiana. Allo stesso modo, la dipendenza dal potere delle erbe o gemme non poteva essere facilmente spiegato attraverso il cristianesimo. Sempre nell'alto medioevo il cristianesimo si diffonde nella lingua latina, sconosciuta ormai a tutti i non eruditi o chierici, per cui gli unici in grado di conoscere Ippocrate o Galeno furono ovviamente uomini di chiesa. La medicina si integrò con altre discipline a formare un tutto. I nomi più famosi saranno Severino Boezio, Cassiodoro, Isidoro di Siviglia, Beda il Venerabile, Rabano Mauro, Oddone di Meung, Fulberto di Chartres ed altri monaci di Saint-Gall, Einsiedeln, Canterbury, Marmoutier. Ma di fatto, all'inizio del medioevo la Chiesa diverrà depositaria del sapere medico fino a pochi secoli or sono.
Con la caduta dell'impero romano, le guerre gotiche e le pestilenze, si assiste ad un tracollo della popolazione. Le pestilenze medioevali furono principalmente:
la peste bubbonica di Giustiniano del 543. Essa fu un'infezione da yersinia pestis
la lebbra, endemia da mycobacterium leprae.
la peste colica intorno al VII secolo. Verosimilmente la poliomielite.
l'ergotismo del 590, 857, di Parigi nel 944. Dovuta ad intossicazione da segale cornuta e quindi non contagiosa, ma così vissuta dalla popolazione locale.
la peste nera del 1348 (anche questa, come quella di Giustiniano, da yersinia pestis), che uccise circa un terzo della popolazione dell'Europa.
L'unica malattia endemica dell'alto medioevo fu in realtà la lebbra: ovviamente un ambiente poco popolato non favoriva le epidemie. Da questo problema nacque la necessità, secoli dopo (con l'aumentare dei casi) di creare dei lebbrosari. Nel basso medioevo questi lebbrosari, erano assistiti da parte di personale ad hoc. Ad esempio l'Ordine Militare e Ospedaliero di San Lazzaro di Gerusalemme (i Cavalieri di San Lazzaro), si dedicava a questa assistenza .
E’ evidente astrologicamente la piena influenza dell’Era dei Pesci: Cristianesimo e sofferenza del corpo come principi, in attesa del paradiso futuro. Ecco le posizioni dei pianeti lenti nel 1348: Plutone e Urano in Ariete; Nettuno in Acquario; Saturno in Pesci; Giove in Toro. Volendo considerare solo i pianeti conosciuti all’epoca il più significativo è sicuramente Saturno/destino in Pesci, segno simbolo della Dodicesima Casa, ivi inclusi conventi e luoghi di studio.
Il concetto di dolore è particolarmente differente nel corso del Medioevo: il dolore non ebbe quasi alcuna importanza, quasi nessuna partecipazione emotiva; ovviamente veniva percepito, ma era disprezzato, non confessato. Il dolore era vissuto solo come un castigo divino . Il dolore, come il lavoro, è fondamentalmente punizione: esso assumeva valore positivo solo come uno strumento di correzione e redenzione, e da qui venne in aiuto la concezione del Purgatorio. Dal XII secolo le cose cambiano un poco, si sviluppa la pietà per i malati e la fondazione di ospedali: qui ha inizio il tentativo non solo di preparare alla morte ma anche di combattere il dolore, che non è più solo un redentore. Dal 1200 circa però si inserisce una nuova attenzione per il corpo ed il dolore: ciò è evidente nella nascita della via crucis, nella immagine della Pietà.
Nell'alto medioevo il corpo è ampiamente disprezzato, condannato. La salvezza-guarigione passa attraverso la penitenza. Già durante tutto il medioevo e più spiccatamente dal XII secolo, la teologia va avanti, aggravando la condizione del corpo ma, paradossalmente, offrendogli anche una glorificazione: San Francesco ha domato il corpo ma, ha anche venerato "frate corpo". Per San Tommaso il piacere fisico è un bene del corpo che deve essere controllato dalla mente, a vantaggio dei maggiori piaceri dello spirito: quindi le due grandi tensioni del periodo sono la quaresima ed il carnevale.
Dal XII secolo viene enfatizzata l'incarnazione di Cristo, il culto delle reliquie (con i furti ed il commercio delle stesse), la resurrezione dei morti, nonostante il riconosciuto disfacimento postmortem. Di conseguenza nel Basso Medioevo si comincia a non curare più solo l'anima, bensì anche il corpo. Fra i trattati medievali rivolti alla cura del corpo, fu soprattutto il cosiddetto Régime du corps di Aldobrandino da Siena a riscuotere un ampio successo e ad avere una larga eco, specie in Italia. Il trattato, scritto in francese verso la metà del XII secolo, si divide in quattro parti: igiene generale, salute dei singoli organi, dietetica e fisiognomica.
Alla base della medicina medioevale era la teoria dei quattro umori. Secondo tale dottrina una persona, per essere in buona salute, doveva avere un perfetto equilibrio di questi elementi: per esempio troppo flegma nel corpo causava problemi ai polmoni, il corpo tossiva e cercava di buttar fuori il flegma per ristabilire l'equilibrio. L'equilibrio degli umori negli esseri umani poteva essere raggiunto con la dieta, le medicine e il salasso, con le sanguisughe. I quattro umori sono stati anche associati alle quattro stagioni: bile nera - autunno, bile gialla - estate, catarro - inverno, sangue - primavera. e associati i segni zodiacali a certi umori. Ancora adesso alcuni usano le parole "collerico", "sanguigno", "flemmatico" e "malinconico" per descrivere personalità. L'uso delle erbe si incastrava perfettamente in questo sistema, per cui il successo dei rimedi con le erbe era dovuto alla loro azione sugli umori del corpo. L'erboristeria attinse anche alla signatura rerum cristiano-medievale, che affermava che Dio aveva fornito una qualche forma di cura per ogni male: animale, vegetale o minerale. La forma (signatura) dei rimedi ne richiamava l’effetto.
Ad esempio, i semi della scutellaria (usati come rimedio contro il mal di testa) potevano apparire come teschi in miniatura, e le foglie bianche a macchie di polmonaria (utilizzate per la tubercolosi) assomigliavano ai polmoni di un paziente malato. Si riteneva esistere un gran numero di tali somiglianze. La maggior parte dei monasteri coltivavano orti per produrre cure a base di erbe, e queste sono rimaste una parte della medicina popolare, oltre ad essere utilizzate da alcuni medici professionisti.

Grazia Mirti
Astrologia, medicina per il Corpo e per l’Anima
Pagine 121
Euro 23 (comprensivi delle spese di spedizione)

Argomenti trattati all’interno del Volume:

  • Astrologia & Medicina nell’antichità
  • Medioevo e Rinascimento
  • Nostradamus, Cardano, Vesalio, Morin de Villefranche
  • William Lilly
  • Principi di Astrologia Esoterica
  • Astrologia & Benessere
  • Macrocosmo & Microcosmo
  • Astrologia e Medicina: Corrispondenze Fisiche dei Gradi dello Zodiaco
  • Astrologia&Alimentazione
  • I 12 Segni Zodiacali a Tavola