Astrologia e Seduzione

Zodiaco44444.jpgPuò apparire curioso, stravagante, azzardato, connettere un concetto come quello dell’eros ai pianeti, lontani, freddi, distaccati dalle umane vicende, eterni nel loro correre instancabile all’interno del sistema solare. Ma se noi li consideriamo come archetipi interiori, essi si animano, parlano, si esprimono attraverso vicende di dei e di giganti, di miti e di simboli, che possono spiegare e chiarire molti risvolti della nostra personalità.
L’essenza di ciascun pianeta è composita e simboleggia, molto in alto, le nostre umane vicissitudini. Gli antichi conoscevano solo sette pianeti, e avevano risolto ingegnosamente il problema di attribuire a ciascun segno zodiacale il governo di uno di essi. Sole e Luna, i Luminari, in quanto emanatori di luce diretta o riflessa, furono designati come governatori del Leone e del Cancro. Ad ogni altro pianeta furono assegnati dalla tradizione due segni. A Mercurio Gemelli e Vergine, a Venere Toro e Bilancia, a Marte Ariete e Scorpione, a Giove Sagittario e Pesci, a Saturno Capricorno e Acquario. Le storie antiche che riguardano ciascun pianeta sono ben note, e il loro risvolto erotico è sempre ben presente.

La Luna, silenziosa nei suoi cicli mensili, a voler scrutare nel passato dei miti è molto meno puritana di quanto appaia. Ishtar, la dea lunare conosciuta a Babilonia, sua progenitrice diretta, era una dea passionale, esigente, estremamente sensibile al messaggio della bellezza, della gioventù, della tentazione.
Racconta la tradizione che Ishtar si innamorò di suo figlio, Tammuz, dio della vegetazione. Nacque una passione incestuosa, profonda e totale, vissuta brevemente a cavallo dell’estate, il periodo di massimo rigoglio vegetativo sulla terra.
Verso l’autunno la capricciosa e lunatica Ishtar ha disgusto di sé, della storia incestuosa in cui si è impegolata. Ma con la stessa passione lo rifiuta e ne decreta la morte. Subito dopo si accorge del grande errore commesso, piange disperatamente, si straccia le vesti. Intraprende poi un lungo viaggio, fino all’inferno, per ritrovare il suo figlio-innamorato. In sua assenza, essendo Ishtar dea della fertilità, gli uomini sono infelici e sognano il ritorno suo e del figlio. Privata dei gioielli, e dopo infinite prove, ella ritrova Tammuz e al loro ritorno la Terra riprende il suo ciclo agricolo, di coltivazione e maturazione di frutti. L’eros lunare ne trae l’immagine di qualcosa di intimo, profondo, coinvolgente, che va oltre le barriere del comune senso del pudore. Chi ha visto la luce nel segno del Cancro deve andare sempre alla ricerca di ciò che è passato, perduto, deve rivivere e riflettere sulle esperienze, mai affrancandosi totalmente dai legami profondi dell’infanzia e della grande madre che li caratterizza. La Luna del resto è simbolo dell’Io sensibile, della nostra immagine, della madre e della casa, dell’utero fecondato, del periodico ritornare di corsi e ricordi, nella vita di ciascuno di noi.
Il Sole, regale signore del Leone, è espressione di numerosi dei solari che hanno costellato i tempi primitivi dell’umanità. Così come la Luna è simbolo del femminile, il Sole è simbolo di tutto ciò che è maschile. Non si contano le rappresentazioni del sole. Particolarmente efficace quella del dio azteco Huitzilopochtli, sul suo trono, sotto le sembianze di un’aquila che tiene nel suo becco un serpente macchiato, simbolo della notte adorna di stelle. In Egitto si trattava del dio Horus, identificazione del Sole a mezzogiorno. Il Sole era considerato un eroe, al centro di straordinari viaggi ed avventure. In Grecia il Sole era considerato l’occhio di Giove, come sguardo divino nei confronti del mondo. Anche Apollo si identifica spesso in un dio solare, come espressione virile e forte dell’energia. In analogia a Dioniso possiede la capacità di aderire orgiasticamente, con tutte le sue pulsioni, alla spinta della natura, ai suoi istinti e stimoli.
Jung, nato sotto il segno del Leone, ha osservato con grande interesse l’archetipo solare, attraverso il semidio che ogni mattina nasce dal mare e sale sul carro solare. Ad Occidente, cioè al tramonto, lo attende una Grande Madre, che alla sera lo inghiotte. Racchiuso nel drago notturno continuerà il suo cammino durante la notte per giungere a nuova luce all’alba successiva. Il Sole è quindi energia, atto creativo, stimolo indispensabile anche per l’eros cui sottende come esigenza dovuta alla sua stessa essenza. Il Sole tutto osserva e tutto vede, penetra nei più nascosti angoli, percepisce tutti i pettegolezzi dell’Olimpo, sa degli amori trasgressivi di Marte e Venere, ne riferisce, con l’ingenuità tutta solare, al legittimo marito di lei, Vulcano.
La brevità della sua corsa non gli permette grandi coinvolgimenti di sentimento, toccata e fuga, inebriamento, ubriacatura e allontanamento. Modello dell’Io reale, il Sole è tutto quanto noi scegliamo di essere, nel corso della vita, la nostra realtà che si specchia nella provvisorietà solare, il giorno lungo e breve, così come l’amore, la sua durata, l’eros, la sua intensità che trascolora e vuole nuove esperienze senza troppo soffermarsi sul passato, ansioso di volgersi verso nuovi soggetti da illuminare di luce solare.
Mercurio è personaggio specialissimo, nell’Olimpo. Figlio di Maya, vede la luce dopo dieci mesi di gestazione, cammina e fugge subito dopo il parto, parla prestissimo, dichiara che da grande vuole diventare re dei ladri, ruba una mandria di bovini ad Apollo e perché non si scopra la direzione dei medesimi, cambia gli zoccoli girandoli al contrario.
Una ne fa e cento ne pensa, maestro del commercio, avventure, viaggi, messaggi. E’ ‘il signore delle strade’, Ermes, che veniva pregato per avere buoni sogni, presiedeva all’alba e al tramonto. Era detto anche Psicopompo perché accompagnava all’inferno le anime, dopo la loro morte, al magico incontro con Plutone. Mercurio, signore dei Gemelli, è ermafrodita. Trasgressore per definizione, è praticamente bisex. Quando Marte e Venere sono sorpresi nudi e avvinti nell’amplesso di fronte a tutto l’Olimpo, Apollo osserva la scena e chiede a Mercurio se lui farebbe l’amore con Venere così, davanti a tutti. ‘Purchè sia Venere, accetto immediatamente’, risponde Mercurio, con entusiasmo, dando origine, secondo le analisi di alcuni studiosi, al fenomeno del voyeurismo, cioè del piacere generato da chi osserva altri amoreggiare.
Differenti sono le versioni di Mercurio in Gemelli e in Vergine. Il primo considerato eterno fanciullo, adolescente che non desidera invecchiare, il secondo senex et puer, fanciullo che nasce vecchio, all’interno di sé, ma resta immaturo per molti risvolti. L’eros è particolare, giovane, curioso, alla scoperta di mondi solo intuiti, ma desiderati, vissuti come esperienza rituale come accadeva in passato. Mercurio è l’eterno adolescente, il cui eros è la scintilla iniziale. Mercurio è anche la scoperta dell’altro, spesso indifferente al fatto che si tratti di maschio o femmina, l’importante è sperimentare, scegliere, vagliare.
Venere è Venere, la sua immagine è erotica per definizione, la sua nascita incredibilmente intrigante. Saturno-Kronos, reggendo con la mano sinistra un falcetto di selce evira il padre Urano, reo di gettare ogni suo figlio nelle tenebre. Il membro così rozzamente estirpato, sanguinolento e orribile a vedersi vola in mare e dal tuffo fatale nasce, come per magia, la bellissima Venere Afrodite racchiusa in una conchiglia protettiva, simbolo erotico per eccellenza, bellissima e disinibita come sanno esserlo i nati in Toro e Bilancia, i segni governati da Venere secondo la tradizione astrologica. Dea dalle mille avventure, si spoglia di fronte all’estatico Paride e lo convince con efficacia immediata a darle la mela d’oro della più bella promettendogli altresì che avrebbe avuto Elena, la donna più bella del Mondo, come compagna. Protagonista di incredibili eventi, Venere è sposa del brutto ma ingegnoso inventore celeste, lo zoppo Vulcano, che lavora metalli e traffica nella sua caverna di Lesbo. Il Sole, pettegolo, gli riferisce che la sua bella moglie ha un debole per il virile e guerrafondaio Marte e che i due da tempo hanno una tresca. Vulcano riflette. Finge di partire per il week-end e invece si mette al lavoro, per fabbricare un letto speciale dal quale, una volta saliti, non è più possibile allontanarsi.
Marte e Venere, approfittando dell’assenza di Vulcano, si appartano, e vengono sorpresi nudi e incastrati sul letto dell’amplesso. Il marito ignaro crede di avere vinto la partita. In realtà la perde clamorosamente e si espone alle risate di tutto l’Olimpo. Venere è infedele, quindi per definizione, per scelta, per amore di avventura, per gusto del sesso libero e giocoso, per desiderio nei confronti della vita. Ciò che per altri segni deriva da strategia, sforzo, immaginazione, in chi è dominato da Venere sorge spontaneamente, per esigenza profonda, facilitando i compiti di seduzione, uno dei giochi più istintuali e incoraggianti della vita in questo senso.
Marte, il partner della splendida Venere, incarna tutto ciò che è virile, appassionato, desideroso. Riferisce Esiodo nella sua Teogonia che Marte ama Venere, e si fa accompagnare da Eros, il dio dell’amore e seguire dal desiderio…. a maggiore garanzia del successo. Impulsivo, esigente, bello dall’indole non facile, non andava certamente per il sottile in fatto di morale e fedeltà. Per questa ragione e per la sua litigiosità non era particolarmente ben visto sull’Olimpo, considerato com’era simbolo di rissa, di personalità attaccabrighe, utile in tempo di guerra, ma pesante in tempo di pace. Viene considerato l’archetipo dell’organo sessuale maschile, della forza che lo dirige, incontrollata e istintuale. Vuole possedere, dominare, aggredire, violentare, giungere alla distruzione di chi lo contrasta. Secondo l’Astrologia indiana Marte corrisponde alla ‘Kundalini’, cioè all’energia che viene sviluppata da una forza-serpente che agisce nella zona del sesso, proprio alla base della colonna vertebrale.
Giove, il sovrano dell’Olimpo, possedeva una forza erotica notevole. Raccontano gli antichi autori come al suo solo passaggio le femmine degli animali restassero incinte. Egli poteva dunque far l’amore mentalmente, prova ne sia che una delle sue figlie, Atena, gli crebbe addirittura nella testa, accanto al cervello, creando un caso unico di concepimento nel corpo paterno. Delle vicende erotiche e delle conquiste di giove le cronache scandalistiche dell’antichità sono piene. La sua prima moglie è Meti, dea della saggezza. Ma avendo un oracolo previsto che un figlio di lei poteva detronizzare il padre, egli la divora e partorisce lui stesso la loro figlia. La seconda moglie è Temi, dea del buon consiglio. Fu madre delle Ore, come scansione del tempo. Giove sposa successivamente Mnemosine, madre delle Muse, signora della memoria… poi la figlia di Oceano, Eurinome. Tutti noi conosciamo inoltre Giunone, la moglie ufficiale, protagonista di gelosie, ripicche, sospetti, tradimenti, fughe.
Tra le amanti Demetra, madre di Proserpina, la bella Leto, madre di Apollo e Diana, Leda, che si trasformò in cigno e così raffigurata in celebri opere d’arte. Giove è quindi un vero playboy, un tombeur de femmes, uno che vuole essere sereno, appagato, esaudito nella vita, che ama i bei luoghi, le belle donne (dee o mortali non ha grande importanza) e sa scegliere il modo per appagare i suoi appetiti, pur nel rispetto globale della giustizia. Saturno-Kronos è apparentemente un freddo, razionale, distaccato. Ma non è opportuno fidarsi delle apparenze. Il mito racconta che essendo marito e compagno di una sorella-amante-moglie, la possedesse ogni sera con impeto facendole concepire molti figli. Preoccupato per la solita profezia menagramo, secondo la quale uno di essi l’avrebbe detronizzato, come aveva fatto a suo tempo egli stesso con suo padre Urano, castrato senza anestesia, decise di ingoiare i figli alla nascita. Il senso materno femminile si ribellò e alla nascita di Giove al padre ansioso fu dato un involto nel quale invece del neonato erano state poste alcune pietre. Seguì la inevitabile detronizzazione dell’ingenuo sovrano, il quale non mancava affatto di carica erotica ma, come tutti i melanconici, gli intellettuali, gli apparentemente tristi, in realtà non pensava che a quello. L’iconografia medievale dipinge Saturno come il modello si vecchio avaro, laido, zoppo, che conta gli zecchini accumulati e si paga le grazie di giovani fanciulle…. In totale segretezza, come sempre piace fare a che ha visto la luce nel segno del Capricorno o è dominato da Saturno, il pianeta più serioso e impegnativo, alla nascita. Apparentemente fragile, ma molto eccitabile ed eccitante, Saturno determina pulsioni e ambizioni, vive amori segreti mai sospettati da chi non li conosca a fondo. Percepisce il trascorrere del tempo, ma sa attendere anche a lungo che la preda finisca invischiata nelle sue trame. Nati sotto Saturno sono gli artisti che hanno dato prove straordinarie del loro talento e l’associazione tra Saturno e la melanconia ha coinvolto filosofi e studiosi di tutte le epoche. La melanconia intesa anche come una fanciulla disinibita, con la quale trattenersi in amorosi piaceri, pur nella consapevolezza del tempo che fugge e della caducità della vita umana.
Urano, con la sua carica dissacrante, anticonformista trasgressiva, originale, fuori di tutte le regole, tipica del nostro tempo. Espressa da arance meccaniche e da amori di gruppo, senza mai meravigliarsi veramente di nulla. E’ l’espressione tipica del segno dell’Acquario, e di chi vede la luce con Urano importante sul proprio Tema Natale. Evirato, quindi particolarmente sensibile a forme speciali di seduzione e di eros.
Nettuno, signore del segno dei Pesci, esprime tutto quanto è fuga dalla realtà, dalla semplice innocua fantasia ai paradisi artificiali, all’alcool, all’obnubilazione ottenuta a qualunque prezzo. Nell’anno della sua scoperta, il 1845, gli intellettuali parigini si riunivano per mangiare, a casa di Thephile Gauthier, il risotto all’hashish. Van Gogh, caratterizzato da un fortissimo Nettuno culminante alla nascita, esprime bene la creatività che sconfina nella follia. ‘Ebbri noi siam d’amor d’assenzio e di piacer’, ovvero la realtà filtrata attraverso specchi deformanti, amore e morte di Modigliani, sodalizi di tossicodipendenti, sbornie memorabili di Liz Taylor e Richard Burton, eros e trasgressione, con intermezzi di violenza. Non meno efficace Plutone, l’ultimo arrivato, archetipo del profondo inconscio, dell’autoanalisi che oggi è alla moda, signore degli inferi non solo collettivi, ma anche individuali. Rapisce Proserpina con un blitz, la trascina via sul suo cocchio trainato da dodici cavalli nerissimi, la possiede con la violenza dopo averle offerto un melograno, simbolo di fertilità e la rende regina dei morti. Lei concepisce un figlio, Dioniso. Plutone reca in sé qualcosa di diabolico, di sadico, di perverso, di esasperato. E’ stato scelto recentemente come signore del segno dello Scorpione e archetipo del sesso vissuto in modo accentuato, quasi maniacale.
Il fascino dell’Astrologia nasce dalla considerazione che alla nascita di ogni individuo, come nelle favole, ciascun pianeta è presente, e reca il suo dono. Un dono fatto di inclinazioni, attitudini, passioni, ambizioni, capacità, genio, ma anche e soprattutto di energie. Dalle geometrie reciproche tra i diversi pianeti nasce un cocktail che è fondamentale per la definizione della seduzione, sia come test di possibilità personale, sia come scoperta della potenzialità, e dello stile da seguire nel rapporto interpersonale, nel conquistare ciò che ci sta a cuore nella vita. Così la Luna darà suggerimenti intuitivi, sottili e romantici, istintuali. Il Sole consiglia le scelte reali, la strada maestra da percorrere, gli obiettivi di fondo. Mercurio le risorse dell’intelligenza, dell’astuzia, del savoir faire. Venere offre civetteria, charme, aspetto fisico, arti sottili, da sempre applicate da chi ama.
Marte guida la carica erotica, il desiderio, la spinta al possesso, spinge a combattere la guerra di supremazia, a vincere in ogni senso. Giove vuole onori, riconoscimenti, bei luoghi, bei partner, facendo leva sull’importanza sociale e su un po’ di snobismo, con un successo sicuro. Saturno ricorda il tempo che fugge e invita a cogliere l’attimo sfuggente, a sacrificarsi all’ambizione, segreto e abile in tessitore di trame. Urano sconvolge ogni cosa con il suo anticonformismo, sempre pronto a nuove esperienze, anche le più folli e trasgressive. Nettuno accompagna gli incontri con strane scenografie, ci ubriaca di champagne, ci offre uno spinello, filtra la realtà attraverso assurde angolazioni. Plutone ci trascina nell’inferno psicanalitico, nella selva del percorso archetipico, freudiano o junghiano non ha poi molta importanza. Ci innamora, nel transfert, ci travolge nell’esaminare il passato e le sue pulsioni, ci propone orge dionisiache.

Per approfondire:
Astrologia e Seduzione
L’analisi delle stelle per amare ed essere amati
A cura di Grazia Mirti
Euro 20 (comprensivi delle spese di spedizione)

Argomenti trattati all’interno del Volume:
I Segni Zodiacali e l’Amore
Astrologia tra Ieri e Oggi
I Pianeti dell’Eros e l’Eros dei Pianeti
Astrologia e Vizi Capitali
Segni Maschili & Segni Femminili
La Trasgressione
I Transiti della Passione
Gli incontri astrali della seduzione
I Segni di Fuoco: l’incendio d’Amore
I Segni di Terra: l’eccitazione lenta e totale
I Segni d’Aria: quando il dialogo dilaga in passione
I Segni d’Acqua: il sentimento è un fiume in piena