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UomoZodiaco532 - Copia.jpgGli influssi lunari sulla salute e sulle malattie furono studiati e riconosciuti soprattutto in Oriente, dai tempi più antichi. La medicina astrologica fiorì in Cina fino alle soglie dell’età moderna; in India e nelle zone culturalmente soggette il suo potere non è minore oggi di ieri; in nessun paese al mondo l’Astrologia era così influente, come nel Tibet. Gli indiani – riferisce Evans-Wentz – considerano l’Astrologia la più importante di tutte le scienze; ma egli, aggiunge, ciò che intendono per Astrologia è molto diverso da quello che comunemente riceve tal nome in Occidente.

Né l’Astrologia finisce nel fatalismo, perché chi è padrone di sé, padroneggia anche gli influssi astrali.
Nozione fondamentale è quella della radicale diversità di ogni istante di tempo, così che la trama degli influssi non è mai identica per due successivi momenti. Il continuo moto dei corpi causa continue variazioni degli angoli di incidenza dei vari influssi, cui rispondono tutti gli esseri. L’astrologo deve conoscere, ad ogni momento, le influenze agenti e le loro combinazioni. Evans-Wentz afferma che tale è lo sviluppo di questa scienza a Ceylon che gli astrologi lo assicurarono che ‘se un seme di mango venisse piantato precisamente nel momento in cui si verifica una determinata congiunzione, germoglierebbe rapidissimamente e fruttificherebbe non appena apparirebbero sull’alberello le prima tre o quattro foglie. ’
Naturalmente il corpo (e la mente) umani sono particolarmente influenzabili e l’azione della Luna, il corpo astrale a noi più prossimo, è particolarmente efficace. In Cina ad ogni pianeta corrispondeva un tipo di influsso sui vari organi e funzioni psicofisiologiche.
I due principi fondamentali erano però quelli dello Yang (solare) e dello Yin (lunare).
L’indiano Susruta, autore di classici trattati, attribuisce alle radiazioni lunari certe agitazioni notturne, cui non sfuggono nemmeno le persone più autorevoli.
Nel terzo giorno della terza lunazione crescente (chiara) dopo la nascita il padre faceva adorare al figlio l’astro notturno. Per avere posterità maschile occorreva (secondo l’Atharva-Veda) conficcare una freccia in una scodella di riso, proferendo alcune formule magiche, con la Luna in congiunzione favorevole. Per rappacificare il genio irritato della terra gli si faceva un’offerta in un giorno di luna piena, stante la sua azione favorevole sui fantasmi e sulle opere di magia nera.
Per la Mesopotamia e il Medio Oriente rimandiamo ai relativi capitoli. Qui osserviamo che il dio sumero ed assiro – babilonese della luna Sin era considerato il primo guaritore; egli fa crescere le erbe medicinali, che non debbono essere esposte alle radiazioni solari, e che debbono essere raccolte in determinate fasi, specie se si intende farne filtri d’amore e/o di morte e guarigione. In Egitto il dio super-guaritore era quello lunare, Thoth, che aveva dettato i testi sacri. L’opera attribuita a Petosiris, che fece la fortuna tra i Greci dell’Astrologia, fu ispirata da Thoth, secondo la tradizione.
In Grecia era Ecate, come sappiamo, a venir considerata la regina delle maghe e riceveva sacrifici ed offerte, particolarmente perché favorisse la preparazione dei filtri. Secondo Tolomeo la Luna influiva principalmente sugli umori, soggetti ad una specie di flusso e riflusso secondo le fasi lunari. La medicina greca riteneva che chi si ammala quando la luna è nel segno dell’Ariete non corre nessun pericolo, a meno che non sia soggetto a cefalgie. Ogni congiunzione della luna, con pianeti e segni zodiacali, comanda un tipo di malattia. In congiunzione con Giove, Venere e Mercurio la luna dà sollievo ed abbrevia il decorso del morbo; con Marte e Saturno invece lo allunga e lo rende più doloroso. Gli aborti sono pericolosi in qualsiasi congiunzione.
La scienza delle corrispondenze stabiliva che la luna comanda al fianco sinistro, al senso del gusto, allo stomaco, al ventre ed all’utero. La chirurgia sanciva che bisogna evitare le operazioni quando la luna si trova nel Toro, nel Capricorno o nella Vergine; quando è piena o nuova, quando è in congiunzione con Marte o Saturno. Nel primo caso si manifesterebbero emorragie, negli altri serie ed anche funeste conseguenze. La miglior cosa per un chirurgo – a quanto riferisce Bouché Le clerq nel suo libro l’Astrologie grecque – è scegliere ‘il momento in cui il satellite, in fase calante, preferibilmente dopo l’ultimo quarto, è in congiunzione con Giove e Venere. ’
I medici, per orizzontarsi, disponevano di guide, come quella attribuita ad Ermete Trismegisto (alias Thoth), che tratta di diagnostica, prognosi, terapeutica, ecc, in rapporto alla luna, ai segni che attraversa ed alle forme che assume. Egli sarebbe stato anche l’inventore di climateri, posizioni dei corpi celesti favorevoli all’intervento medico. Servendosi di essi la medicina astrologica poteva determinare i giorni, i mesi e gli anni ‘critici’ nel decorso delle malattie. Anche Ippocrate non misconosce l’influenza della luna ed Aristotele accetta la teoria che i bambini che soffrono di convulsioni ne risentono particolarmente durante la luna piena. Galeno – che godette nell’antichità e nel medio evo di una stima eccezionale – affermava che il principale influsso cui è soggetto il corpo umano è proprio quello lunare. I giorni critici (7, 14, 21) sono da lui collegati appunto alle fasi più importanti del satellite terrestre. I mestrui – come le maree – e gli attacchi epilettici subiscono la stessa azione: tutto languisce con luna calante, tutto rinvigorisce con la luna crescente, o piena. Alessandro di Tralles riporta la notizia che il medico Stratone si serviva, contro l’epilessia o ‘mal di luna’, di una radice di solanacea estratta in luna calante; si ricordano altri esempi del genere. I latini Celso e Plinio, non fanno eccezione. Le cronache tramandano del marsigliese Crines, che a Roma guadagnò cifre ‘astronomiche’ (è il caso di dirlo!) mediante i suoi rimedi interamente e minutamente fondati sull’osservazione degli influssi astrali e lunari. Un altro gallo di Bordeaux, Marcello, nel suo trattato sui Medicamenti tiene conto della posizione della luna sia per la raccolta, sia per la preparazione e la somministrazione delle medicine.
La celebre Scuola di Salerno, cui si debbono numerosi scritti di medicina, è nota volgarmente, soprattutto per la Flos medicinae Scholae Salerni (Fiore della medicina della Scuola di Salerno), un insieme di semplici regole che fino al Rinascimento furono la base della medicina dell’epoca. La Scuola era fondata prima del 1000 e rinvigorita nell’XI secolo dall’apporto del cartaginese Costante Afer (l’Africano), che riparò a Salerno con molti libri di medicina. I precetti della scuola furono divulgati nel secolo XII in latino e mandati a memoria da generazioni di medici e di pazienti. Gli influssi lunari e delle congiunzioni della luna coi segni Zodiacali giocano una parte di primo piano. Alcuni precetti, ed esempio, raccomandano di evitare il taglio di barba e capelli quando la luna entra nell’Ariete; il bagno invece è permesso. Se è nel Toro, che si semini, pianti e costruisca, senza remore, ma ci si guardi dal curarsi il collo. Nei Gemelli la luna è propizia al salasso sulla vena del braccio, ma nessuno osi farsi le unghie e si mantengano le promesse giurate; e via discorrendo. Avicenna, San Tommaso, Arnaldo di Villanova (protetto da Clemente V), Marsilio Ficino, in pieno Rinascimento quest’ultimo, sottolineano tutti gli influssi lunari sul corpo umano. Vi erano perfino degli statuti cittadini che prescrivevano di salassare solo con la luna favorevole. Nei secoli XVI-XVII la medicina astrologica, infine, si arricchì di teorie e visioni cosmiche, in cui gli influssi astrali divennero essenziali. Cornelio Agrippa elaborò una complessa dottrina magico-teosofica in cui l’Astrologia agisce, con fittissime corrispondenze, su tutta la vita sublunare.
Sull’azione della luna Agrippa afferma, tra l’altro, che già gli Antichi ‘fabbricavano una figura per favorire i viandanti ed alleviar loro la fatica del cammino; per tale operazione sceglievano il momento in cui la luna era in esaltazione. La figura rappresentava n uomo curvo sul proprio bordone, con un uccello in capo ed un albero fiorito di fronte’. Un’altra figura serviva a far crescere e moltiplicare ‘le cose che escon di terra’, come contravveleno e per combattere le malattie infantili; questa veniva confezionata quando la luna era in ascendenza nella prima parte del Cancro. Raffigurava una donna cornuta in groppa ad un toro o a un dragone, a sette teste, o ad un gambero; alla sua destra aveva una freccia, a sinistra uno specchio. Vestiva di bianco o di verde; sulla testa due serpenti si attorcigliano alle corna, due alle braccia e due, infine, attorno ad ogni piede. Paracelso è ancora più ardito; essendo cielo e terra in stretta comunione, il medico perfetto tiene sempre d’occhio le stelle. Egli mette in corrispondenza la medicina che tratta il cervello con la luna e quella relativa al cuore col sole. Praticamente ai sette organi principali del corpo fanno eco i sette pianeti celesti, lo stesso accade per i sette principali metalli, con cui sarà quindi possibile fabbricare adeguati talismani che rafforzano i relativi influssi astrali sul corpo umano. Esistono pietre, piante o animali, cioè, affini con un determinato pianeta ed in grado perciò di condensare e cedere agli organi ammalati le virtù planetarie di cui sono poveri o privi del tutto.
Nel XVII secolo la tradizione astrologica continua ad annoverare i suoi fasti.
Santorio, che insegnò a Padova, dopo decenni di studio sulla traspirazione, assicurava che un uomo sano guadagna, all’inizio del mese lunare, una o due libbre di peso; alla fine le perde.
Ma la catastrofe dell’Astrologia – tra le tante predette – fu (quasi) la sola a verificarsi in questo secolo per i colpi decisivi infertile da Galileo, Newton, Torricelli, Malpighi, Leewenhoek, colpì che solo dopo molto tempo ebbero però effetto, almeno in seno al mondo scientifico. Nello stesso secolo infatti quasi tutti continuavano ad attribuire la peste ad una cattiva congiunzione planetaria, o alle eclissi di luna e di sole. Il popolo, per preservarsi dalle malattie, recitava tra paternoster e tre avemaria, quando si vedeva per la prima volta la falce della luna nuova.
Nel secolo seguente continuano le pubblicazioni sugli influssi astrali. L’inglese R. Mead dà fuori un testo sul Dominio del Sole e della Luna, ove mette a profitto la nuova teoria newtoniana dell’attrazione per spiegare le influenze del sole e della luna; ed avanza nuovamente la tesi delle maree atmosferiche. Solo dall’800 l’Astrologia è in netta decadenza; ma oggi conta ancora numerosi seguaci; specie nei paesi anglofoni. Negli Usa esistevano nel 1960 almeno 30 mila astrologi e nel 1943 i loro guadagni erano di 200 milioni di dollari. Hitler aveva al suo servizio cinque astrologi.
A chiusura di questo intervento, ecco un elenco delle malattie attribuite, in varie regioni, agli influssi lunari: epidemie di ogni genere (soprattutto la peste), sifilide, scrofola, rachitismo, febbre biliosa, paludismo, reumatismi, grippe, influenza, idropisia, tumori ghiandolari, malattie cutanee (specie la tigna, la rogna ed ogni tipo di piaga), oftalmie e cecità, allucinazioni, vermi, convulsioni, molte malattie nervose, possessioni, emicranie, sonnambulismo ed incubi, epilessia, pazzia ed alienazioni mentali.

Robert Vautier, I poteri della Luna, Dellavalle Editore 1971