Leone&Crimine

Leone908.jpgEsiste un concetto ‘nobile’ del crimine? Se esso esiste sicuramente il Leone può interpretarlo. Lo si vede molto bene attraverso la letteratura, nella quale molti autori importanti hanno creato la figura degli ammazzasette, dei paladini, dei moschettieri, degli eroi senza macchia e senza paura la cui morale è sempre piuttosto elastica nei confronti dei nemici, la morte dei quali non solo è considerata evento trascurabile, ma addirittura benefico agli occhi di chi osserva.

Solo in questo senso il Leone può entrare nel meccanismo del crimine e dell’uccisione di altre persone. Un’altra ragione che può spingere il Leone a uccidere, ad eliminare l’avversario scomodo, magari solamente con l’aiuto di una frase ad effetto, a fare vendetta, è l’umiliazione gratuita cui può essere sottoposto.
In un Segno che si identifica con il re, con il sovrano, i delitti di lesa maestà devono essere vendicati, a qualunque costo, è inevitabile.
Un celebre spadaccino, un eroe senza macchia né paura può giustificare anche le peggiori carneficine in base al mito di novità che si propone nel momento in cui si agisce. I crimini del Leone risultano ai suoi occhi come azioni di valore, e difficilmente lo spingono ad un giudizio severo nei confronti di se stesso!