Ariete, condottiero dello Zodiaco!

aaa34Mentre attraversa il Segno dell’Ariete, la forza solare attiva il rinnovamento delle forze vitali nel nostro Emisfero. Gli esseri umani, come tutti gli organismi viventi, sentono l’insorgenza di nuove energie. Il tipo di personalità Ariete viene descritto in termini che suggeriscono non soltanto un’abbondanza di forze creative, ma anche l’insorgere di emozioni impulsive e addirittura prorompenti a causa delle quali il desiderio primordiale (Eros) si manifesta spesso in maniera sfrenata. Eros, nella mitologia antica, era il Primogenito delle manifestazioni della vita. Egli era anche Lucifero – letteralmente il ‘portatore di Luce’ – in quanto la prima apparizione del potere universale è l’attività cosmica della Luce. La Parola ‘sia la Luce’ dà inizio al movimento turbinante di un’infinità di centri radianti.
In seguito, l’Eros primordiale perse il suo carattere sublimemente cosmico e cosmogenico e si ridusse ad una forza circoscritta negli organismi viventi sul nostro pianeta. L’immenso Desiderio-di-essere, fonte di ogni esistenza, perse il proprio carattere divino e si convertì in ‘libido’, correlata all’attività biologica della funzione sessuale. L’arcangelo primogenito, Lucifero, avendo ceduto all’orgoglio, fu gettato nell’abisso. L’orgoglio non è che l’energia divina che ha perduto il proprio carattere universale ed unitario, che è stata incapsulata nel ‘particolare’ dominato dalla glorificazione dell’Ego.
Essendo particolare affronta necessariamente altre entità particolari dando luogo a problemi di rapporto. I quali costringono l’Io nascente a strutturarsi in uno stato di difesa, che essendo insicura trasforma l’energia vitale in aggressività e forse anche in presunzione e arroganza. Dato che Ariete si riferisce a Primogenito (manifestazione primordiale della vita universale), la personalità Ariete sente fortemente l’interrogativo del cosa significhi percepire se stessi come entità singola diversa dalle altre entità, ed agire partendo da un punto unico dello spazio. Dio è stato definito come un cerchio il cui centro si trova ovunque e la cui circonferenza in nessun luogo. Essendo così prossima e così distante dall’universalità dell’essere divino, la persona luciferina trova difficile capire che cosa sia essere il centro di un luogo che egli solo occupa ed avere una circonferenza infinita. Di conseguenza accadono due cose, e spesso entrambe allo stesso tempo. Dal momento che non sa che cosa sia in realtà il senso dell’Io, l’individuo sente la necessità di glorificarlo, di proiettare un’immagine aggressiva di ciò che lo confonde e lo turba, e di ciò che egli rifugge dal considerare e lo turba, e di ciò che egli rifugge dal considerare in modo obiettivo. Il rovescio della medaglia è un’ansia profondamente sentita circa il modo di mantenere questo incerto senso dell’Io. Ansia che tende spesso a manifestarsi come senso di colpa. Ogniqualvolta un’esperienza alimenta la sensazione di essere separato dall’ambiente, l’Io viene preso dal timore di perdersi. Tutto ciò che è stato detto finora sulla personalità del tipo Ariete avrà evocato tratti e reazioni che caratterizzano il periodo dell’adolescenza. L’Ariete ha infatti un rapporto molto preciso con lo stadio dell’adolescenza. Finchè il bambino non raggiunge la pubertà, il suo orizzonte è racchiuso dai confini di qualche ‘matrice’ quale l’utero materno ed il suo amore sviluppante, o l’universo protettivo della famiglia. Anche se nell’ambito familiare vi sono dei conflitti, questi operano in termini di rapporti particolari. L’individualità è allo stadio dello sviluppo inconsapevole e lotta per emergere dal contesto in cui le è capitato di nascere. L’emergere con la sua meraviglia e con la sua paura caratterizza l’adolescenza. L’adolescenza nasce come individuo separato ed insicuro all’interno di un ambiente che deve conquistare o con il quale deve venire a patti.
Nell’adolescenza, il timore si mescola all’aspettazione ardente, la goffaggine all’aggressività, la timidezza all’arroganza, i dubbi alle opinioni pre-fabbricate alle quali ci si aggrappa per rassicurarsi. L’adolescente può agire come un ‘ariete’, ma nel suo intimo si sente spesso come un ‘agnello’. Se tende a capeggiare una banda di ragazzi, lo fa per evitare un rapporto alla pari che non è in grado di reggere. Guidare un gruppo significa agire. L’adolescente agisce per ragioni che sono più impulsive che calcolate, per costrizione biologica. E’ la ‘vita’ che in lui si manifesta. Opera in un modo piuttosto che in un altro, perché le circostanze che stimolano i suoi riflessi emotivi variano secondo modelli sociali piuttosto che individuali. Il tipo Ariete è interiormente costretto ad acquisire ad ogni costo la sua identità. Nelle antiche civiltà, il ragazzo pubere era costretto a sperimentare una specie di seconda nascita, che era in realtà l’inizio dell’esistenza individuale. Veniva ammesso nel mondo degli adulti dopo un rito iniziatico inteso come prova delle sue capacità di comportarsi quale membro della comunità. Secondo l’antica credenza, l’auto-rivelazione permetteva di scoprire la propria identità e la propria funzione nell’interno del più vasto organismo tribale.
L’auto-scoperta attraverso l’azione è la chiave della personalità Ariete. Soltanto durante l’esperienza il tipo Ariete si rende conto – o cerca di rendersi conto – del ‘chi’ e del ‘che cosa’ egli sia. Egli non è un individuo che si gestisce un piano mentale. L’attività fuoriesce spontanea. Emerge dalla pressione degli istinti che egli non vuole né può controllare. Soltanto in un secondo tempo segue delle intuizioni più o meno chiare che gli indicano ciò che deve fare per compiersi. Il tipo Ariete coincide istintivamente con il suo ‘destino’. In questo senso è monolitico. Mentre da un altro punto di vista la sua personalità è lacerata da una dicotomia fondamentale che si ricollega al conflitto tra la Forza diurna ascendente ed esuberante e quella notturna tendenzialmente involutiva e inibitoria.
Ciò significa che la natura dell’uomo e della donna ariete è bipolare; in essa il passato è germinato, ma il seme si è sfatto nella germinazione. Il tipo Ariete tende ad essere ossessionato dal futuro. Deve emergere ad ogni costo dal passato; ma nello stesso tempo il passato costituisce la sostanza di ciò che si sta svolgendo. Perciò, mentre la volontà (o il ‘desiderio del cuore’) dell’individuo Ariete lo spinge innanzi, le sue emozioni mantengono le qualità culturali e collettive della Forza notturna. Tanto più vicina è la data di nascita dell’Ariete al momento preciso dell’Equinozio primaverile (grado zero di Ariete), tanto più forte è l’inerzia della Forza notturna, e tanto più la mente deve affrontare e, se tutto va bene, integrare il passato ed il futuro. Ciò può rivelarsi compito difficile e può provocare esaurimenti e collassi emotivi.
Si sente oggi parlare sovente del ‘vivere nel presente’. Dichiarazione che è sempre ambigua e, se compresa in senso stretto, piuttosto insignificante. Il presente è infatti una linea astratta che separa il passato dal futuro. Per un uomo tutto dipende se oltrepasserà questa sottile linea di demarcazione con la mente colma di tradizioni, esempi, memorie personali e complessi del passato, oppure se, essendoseli scrollati di dosso, si spinga innanzi, con la mente aperta come un telescopio per vedere in lontananza, o come un radar per penetrare gli ostacoli e scoprire l’intima struttura della vita.
Dapprima attività indiscriminata, in seguito intuizione finalistica, questo è il processo di crescita del tipo Ariete. Il tutto sarà però sotteso dall’azione, da qualunque azione. L’Ariete è infatti pura attività, sovente fine a se stessa. L’attività può essere fisica, emotiva, creativa, mentale, occulta o metafisica, me è sempre orientata verso il futuro. Futuro che purtroppo viene spesso concepito come il duplicato dei modelli del ciclo precedente. Il tipo Ariete non ha coraggio di sfidare l’inerzia e la ripetitività dei processi biologici e socio-culturali, poiché teme di alienarsi l’assenso delle persone dalle quali dipende per ottenere la gratificazione che gli è tanto necessaria. L’individuo Ariete sembra molto indipendente, mentre in realtà soggiace all’impatto della comunità sociale in cui vive.
Il Segno Zodiacale dell’Ariete è uno dei tre Segni di Fuoco, gli altri due sono il Leone e il Sagittario. La filosofia indù li classifica come: fuoco elettrico, fuoco solare e fuoco provocato da frizione. Il fuoco elettrico si rivela in modo spettacolare nel lampo. Il lampo attua un violento, intenso rito d’unione, in termini simbolici, tra il cielo e la terra. Può uccidere ma libera anche il nitrogeno che rende la terra fertile.
Nel pantheon indù gli dei del tuono e del lampo erano i Rudra, chiamanti anche Nilalohita (blu-rosso). Qualche scuola identifica il dio Rudra con Shiva, il simbolo divino di tutti i processi di trasformazione radicale, di cui la morte è quello fondamentale. Per gli indù morire è un aspetto di un ciclo che comprende la rinascita o rinnovamento totale. L’uomo deve morire al passato per creare un futuro che non ricalca semplicemente ciò che è stato. Il suo scopo è di diventare, ciclo dopo ciclo, migliore di quanto sia stato. Simbolicamente, la funzione dell’Ariete è di rendere l’uomo più-che-uomo o almeno di cominciare il processo che porterà ad una conclusione trascendente.
Per adempiere a tale funzione, la persona Ariete deve agire come un condottiero. A differenza degli altri Segni di Fuoco, il tipo Ariete non impone la propria opinione in quanto propria. Egli lotta per le idee che promuove ardentemente ma, a meno che non nasconda la propria insicurezza sotto la maschera della fiducia in se stesso, combatte in quanto portavoce di una verità che trascende la sua persona.
Nel simbolo zodiacale Ariete, l’individualità sta emergendo dal passato collettivo del precedente ciclo; la persona Ariete tende ad accettare la posizione subalterna, ma soltanto se intuisce che colui egli si trova a servire rappresenta una causa, o ancor meglio un’idea rivoluzionaria. Egli spera così di scoprire quale sia il suo destino, la sua funzione in un mondo in continua trasformazione.

Dane Rudhyar, Ariete, Armenia Editore1977