Orione, ucciso dallo scorpione!

Orione22.jpgOrione, figlio di Poseidone e di Euriale, era un cacciatore bellissimo.
Quando vistò l’isola di Chio, si innamorò di Merope, figlia di Enopione e nipote di Dioniso (Bacco) e di Arianna. Come molti altri sovrani dei miti greci, Enopione si sentì minacciato dall’arrivo di un eroe e pensò di ucciderlo affidandogli un’impresa pericolosa. Gli promise che egli avrebbe concesso la mano di sua figlia se avesse liberato l’isola dagli animali selvaggi che la infestavano. Giorno dopo giorno Orione accatastava nel palazzo i corpi delle sue prede, ma Enopione continuava a dirgli che nelle grotte e tra le rocce si annidavano altre creature.

Il re infatti non aveva alcuna intenzione di mantenere la sua promessa perché, per quanto ciò risulti mostruoso, ardeva di desiderio per sua figlia.
Una notte Orione, ubriaco, finì per violentare Merope. Il giorno seguente Enopione finse di non sapere nulla dell’accaduto, ma chiamò suo padre Dioniso perché lo aiutasse a vendicarsi. Il dio gli fornì del vino molto forte, con cui Enopione (il cui nome allude proprio all’abbondanza di vino) continuò a riempire la coppa di Orione, finchè il giovane non cadde a terra, completamente ubriaco e indifeso. Allora il re si gettò su di lui, gli cavò gli occhi e lo scaraventò fuori dal palazzo. Orione si ritrovò a brancolare nel buio sulla spiaggia di Chio e chiese aiuto agli dei.
Allora gli fu inviata una profezia in base alla quale avrebbe riacquistato la vista se avesse viaggiato verso oriente e fissato – con le orbite vuote – il sorgere del sole. Orione cercò a tastoni una barca e, quando l’ebbe trovata, vi salì e iniziò a remare, attraversando il Mediterraneo diretto a est, fino al punto in cui Eos, la dea dalle dita di rosa, preparava il cielo notturno all’arrivo del carro del sole. Così Orione potè vedere di nuovo e la dea si innamorò di lui.
Orione rimase per qualche tempo con Eos, poi il desiderio di vendetta lo spinse a fare ritorno a Chio. Ma Enopione era scomparso (in realtà si nascondeva sottoterra in una stanza segreta) e Orione continuò a viaggiare alla ricerca del re, deciso a scovarlo. Nel frattempo Apollo meditava a sua volta vendetta contro Orione, perché aveva consumato la sua relazione amorosa con Eos sull’isola a lui sacra, Delo.
Ma la violazione della sacralità dell’isola non era l’unico motivo dell’ostilità del dio; Apollo infatti aveva saputo che Orione si era unito al seguito di cacciatrici della sorella Artemide potesse infrangere il voto di castità e prendere quel mortale come marito. In più, Apollo detestava le vanterie di Orione, che si dichiarava capace di liberare il mondo intero dalle bestie feroci: eguagliarsi agli dei e sempre un grave errore da parte di un essere umano.
Apollo si recò da Gaia, la dea della terra, e la informò che Orione aveva minacciato di sterminare tutta la fauna del mondo.
Così la dea inviò subito uno scorpione a uccidere il cacciatore, prima che potesse nuocere ad altre creature. Orione non riuscì ad ammazzare lo scorpione e, per sfuggirgli, si tuffò in mare. A quel punto Apollo pregò la sorella Artemide di colpire l’uomo che stava nuotando, dicendole che si trattava di uno sciagurato che aveva appena tentato di sedurre una delle sue ninfe.
Artemide, che non riuscì a distinguere l’identità dell’uomo, scagliò una freccia che gli trapassò il cranio. Fu troppo tardi quando scoprì che il fratello le aveva mentito e che aveva appena ucciso il suo compagno di caccia: così chiese ad Asclepio (Esculapio) di riportarlo in vita. Fu allora che Zeus fulminò Asclepio per impedirgli di sottrarre alla Morte le sue prede. Artemide non riuscì a ridare la vita al suo amico, ma Orione venne poi trasformato in una delle costellazioni più brillanti e riconoscibili dell’Emisfero Boreale, con una cintura centrale costituita da tre piccole stelle allineate e, al di sotto, la Nebulosa di Orione. Anche lo scorpione continua a splendere in cielo nella costellazione a lui dedicata.

Tratto da: Mitologia Classica. Miti e Leggende dell’antichità greca e romana, Edizioni Il Castello.

Immagine: Orione ucciso dallo scorpione, Burney 1816