Le Osservazioni del Cielo di Elèmire Zolla!

Astri 675.jpgAll’Astrologia da giovane non prestavo la minima attenzione. In seguito, sui trent’anni, cominciai, un giorno a Roma, ad interessarmi al dottor Bernhardt, dove si rifugiavano a farsi rimodellare personaggi che stimavo; era un discepolo di Carl Gustav Jung e provvedeva, come prima mossa nell’accostare un cliente, a cavarne un oroscopo. La cura si serviva di quello schema per orientarsi, trovare soluzioni, indirizzare. Si può dire che tutta la terapia era già implicita in quel disegno del carattere, delle capacità, del destino.
Il metodo di Bernhardt ricalcava puntualmente quello junghiano. Non serviva a stabilire dei fatti, ma ad individuare una conformazione del destino e che cosa è più consono al destino del variare di stagioni in cielo da un capo all’altro dell’anno? Se poi alle 12 costellazioni si combinano i 7 pianeti, si riesce a definire con precisione ogni sorte. Almeno, così pareva a Bernhardt e ai suoi clienti.

Perseo e il demone delle nubi tempestose!

Perseo 1 - Copia.jpgPerseo è l’eroe delle leggende d’Argo.
Sua madre era Danae, che lo aveva generato da Giove. Acrisio, re d’Argo, padre di Danae, temendo che si avverasse la predizione di un oracolo che lo minacciava di morte da parte di un nipote, fece chiudere Danae e il fanciullo in una cassa che fu gettata in mare. Ma, dopo aver galleggiato e vagato parecchio tempo, la cassa si arenò sulla riva dell’isola di Serifo. Il re Polidette la fece aprire, e con grande stupore vide che conteneva una donna ed un fanciullo. Il piccolo Perseo fu educato come un principe a cura del re pietoso: il quale però, con l’andar del tempo si invaghì della bellissima Danae e desiderò di sbarazzarsi del giovinetto in cui sentiva un ostacolo alla sua unione con la madre.
Stabilì quindi di allontanarlo dall’isola, e alla sua sete di belle imprese fece brillare il miraggio dell’uccisione di Medusa, la più terribile delle Gorgoni. Era Medusa uno spaventevole mostro capelluto di serpi fischianti. Dalla sua bocca irta di denti di cinghiale, uscivano urli e ruggiti che gelavano il sangue. Lo sguardo vitreo e iniettato di sangue pietrificava chi la fissasse.

La dama e l'Unicorno!

Unicorno 34.jpgLa serie dei cinque arazzi di Cluny: La Dame au Licorne, e la serie di sei che si trova a New York: The Hunt of Unicorn, sono completamente diverse tra loro, svolgono temi diversi, si prefiggono differenti scopi e tuttavia, se unite contro ogni logica dell’immaginazione, costituiscono il culmine di un mito le cui origini si perdono nel magico oriente, e i cui significati sono celati nel sacrario d’una religione che, contro il volere del suo umile cuore, è giunta a dominare il mondo. I temi gemelli e terribili di purezza e passione sono intessuti troppo fittamente in quegli arazzi, e noi abbiamo perduto la capacità di scinderli per poterli riunire.
Le due serie furono realizzate nello stesso secolo, il Quindicesimo, e nello stesso paese, la Francia. Ma la fortuna ha voluto che con l’aumentare della velocità dei trasporti esse siano state separate.

Le Stelle dei Gemelli!

Gemelli70.jpgUna linea immaginaria disegnata dalla stella Aldebaran e passante fra le corna del Toro porta alle due stelle che appartengono alla costellazione dei Gemelli. La più alta è Castore, la più bassa, che è la più brillante delle due, Polluce.
Gemelli è il terzo segno dello Zodiaco ed è ben visibile da dicembre a maggio. I naviganti lo tenevano in grande considerazione perché il sole, entrando nei Gemelli, segnava la fine delle tempeste invernali e la navi potevano riprendere il mare; altari e statue erano innalzati a Castore e Polluce sulle navi per propiziare una navigazione tranquilla. Con tutta probabilità i bronzi di Riace, ritrovati sul fondo marino vicino alla costa calabra, erano statue dei due gemelli. Molti porti all’epoca classica fra cui Ostia e Alessandria avevano le statue di Castore e Polluce ai due lati dell’ingresso dal mare.
Fra il 6000 a.C. ed il 4000 a.C. il sole entrava in Gemelli all’Equinozio di primavera (21 marzo) e questo diede al segno una grande importanza sia per il culto che per il calendario; è infatti intorno a quel periodo che l’uomo raffinava la nuova scienza dell’agricoltura ed aveva sempre più bisogno di un calendario accurato che stabilisse con precisione la successione delle varie operazioni agricole rispetto alle stagioni. Nei testi più antichi il segno era simboleggiato da due capretti appena nati e questo rispettava la naturale sequenza della successione delle nascite degli animali assoggettati: gli agnelli, poi i vitelli, poi i capretti, quindi Ariete, Toro e Gemelli.