Il Seicento ha un volto da Strega!

Caccia Streghe2.jpg4 marzo 1617.
In Milano viene arsa sul rogo Caterina de’ Medici, una povera donna di servizio quasi per beffa omonima della Regina di Francia, che era stata accusata di stregoneria da Ludovico Melzi – il futuro vicario di provvisione de ‘I Promessi Sposi’ – per aver ‘maleficiato’ cioè stregato, suo padre, il Senatore Luigi – Conte palatino, vicario generale, consultore dell’Inquisizione, magistrato ordinario – che invece morirà per colica nel 1629, cioè dodici anni dopo.
E’ una storia molto ‘intrigata’ per i tanti quiz e rebus esistenti e che Ermanno Paccagnini – e Giuseppe Farinelli, che avevano già curato la pubblicazione degli Atti del processo a suor Virginia Maria de Lejva, monaca di Monza (Garzanti, 1985) e de Il processo degli untori (Garzanti, 1988) – hanno risolto al meglio, certificando ogni affermazione con gli unici mezzi consentiti a uno storico: i documenti, in gran parte inediti; e, con l’inquadramento storico del reato, così da ambientarlo negli usi di quel particolare ambiente giudiziario che era delegato alla repressione della stregoneria nei secoli dell’Ancien Régime.

La Signora del Crimine!

Christie.jpgLa ‘Signora del Crimine’, come bonariamente l’hanno voluta chiamare i critici, è un fenomeno unico al mondo. Nome noto dalla Cina al Giappone le sue opere sono state vendute in milioni di copie, tradotte in non meno di 103 lingue, hanno avuto più lettori di ogni altro libro dopo la Bibbia e il teatro di Shakespeare. Nella sua lunga vita ha scritto 72 romanzi, ventidue novelle, quindici opere teatrali, due volumi di poesie, oltre all’autobiografia e a un resoconto delle campagne archeologiche cui ha attivamente partecipato in Medio Oriente. Dai suoi libri sono tratti film girati dai più grandi registi, come René Clair, Billy Wilder e Sidney Lumet, interpretati dai migliori attori, da Charles Laughton a Margaret Rutherford, da Tyrone Power a Marlene Dietrich.

Il Conte di Montecristo: il passato.

Il conte uscì con l’animo afflitto da quella casa ove lasciava Mercede per non rivederla probabilmente mai più.
Dopo la morte del piccolo Edoardo, un grande cambiamento era avvenuto in Montecristo. Giunto al culmine della sua vendetta, dall’altra parte del monte gli si era offerto repentinamente allo sguardo l’abisso del dubbio.
Oltre a ciò, la conversazione avuta con Mercede aveva ridestato tante rimembranze nel suo cuore, che gli bisognava combattere quelle medesime rimembranze.
Un uomo della sua tempra non poteva più ondeggiare a lungo in quella malinconia che può far vivere gli spiriti volgari dando loro una apparente originalità, ma che uccide le anime superiori.
Riflettendo fra sé, Montecristo percorreva la via della Caisserie, la stessa per la quale, ventiquattro anni prima, era stato condotto da una scorta silenziosa; le case, dal ridente ad animato aspetto, quella notte erano tetre, mute e chiuse.
Scese alla spiaggia per la via San Lorenzo, e inoltrò verso la Consegna; era il punto del porto in cui lo avevano imbarcato. Uno schifo da passeggio passava col suo baldacchino di traliccio; Montecristo chiamò il battelliere, il quale subito volse verso di lui la prora.

La nobiltà d'animo di Gustavo Rol!

Gustavo Rol 1.pngGustavo Adolfo Rol è uno di quegli uomini che avrei tanto voluto conoscere di persona; forse è per questo che ho approfondito la sua storia e ho incontrato chi ha avuto la fortuna di essergli accanto durante la sua vita come, per esempio, il suo esecutore testamentario, il dott. Aldo Provera, e una donna a cui ho imparato subito a voler bene, la signora Domenica Piazza Fenoglio.
Nato a Torino il 20 giugno 1903 e morto nella stessa città il 22 settembre 1994, Rol è stato uno dei più grandi sensitivi mai esistiti. A proposito dei suoi poteri affermò: ‘Anche se solo lucrassi un soldo con un mio esperimento, so che tutto finirebbe: quello che faccio lo devo fare per gli altri. ’
Questa frase, riportata nel libro di Remo Lugli, Gustavo Rol.