Cercare il Cielo, incessantemente...

Cielo517.jpg‘L’Uomo ha alzato gli occhi al Cielo da quando è comparso sulla terra e da quel momento ne ha fatto la sua fonte di ispirazione e di guida. Nessun altro elemento ha scatenato la fantasia dell’uomo come il Cielo. E proprio perché appare, come scrive Plinio, ‘sconfinato, sacro, eterno’ da sempre si è cercato di capirne i segreti, i messaggi, i segni del destino.

Lo si è affollato di miti e di leggende a partire dalle civiltà primitive, ma oltre ad appagare l’ansia del soprannaturale, il cielo è servito per orientare nomadi e naviganti, per annunciare i tempi delle stagioni, per conoscere regole di semina e di raccolto, per scoprire, con l’aiuto di oracoli, di maghi e indovini, influssi benigni e funesti, avvertimenti di pace e di guerra, di carestie e abbondanza, di piogge e siccità e benedizioni e collere divine, per rivelare miracoli, per individuare presagi di gioie e di sventure.
Luna, Sole, Stelle, Pianeti, Meteore, lampi e tuoni hanno avuto fin dai tempi più remoti un’infinità di interpretazioni e i musei di tutto il mondo conservano un ricco campionario dell’immaginario celeste, testimonianze che hanno conservato un grande fascino e una straordinaria popolarità anche quando l’Astronomia è diventata una scienza esatta e ha cancellato gran parte dell’ipotesi e delle congetture del passato.
I pastori nell’antichità temevano che la volta celeste potesse crollare durante i temporali e tenevano pronti pali e pertiche e per puntellarla. Al di là delle leggi matematiche che oggi spiegano l’universo, l’uomo ha bisogno di ritrovare la sua armonia con il cielo e il suo equilibrio con la natura, di ricomporre un legame che si è dissolto e che ha deteriorato la nostra esistenza.’

‘Cercare il cielo’, Umberto Allemandi&C Editori