Il linguaggio del Destino!

Volevelle 1.jpg'Il Destino conosce un solo linguaggio. E’ quello dei segni. Ha un solo quaderno, il destino. Ed è la notte. Il suo calepino, dunque, è il cielo dove s’incollano i segni chiari di una direzione: nel verso dove. Ed è il “verso dove” si è liberi da ciò che si è di solito e ciò che si è stati, come quando Persefone – col gesto modellante del direttore d’orchestra – dalle dita goccia ogni ombra di Stige, si getta alle spalle gli Inferi, e impone alla notte di Vibo Valentia gli squillanti ciuri di tutte le primavere. Gli stessi fiori che poi – dilagando – vanno a colorare la sera nelle vallate dei Traci: sono i petali che consacrano il cammino dei legionari e le lacrime mai dome di Tito Giulio Prisco, soldato di Roma, mancato imperatore per mancare – per suo Destino – alla morte e restare per sempre “verso dove” c’è la notte.'

Pietrangelo Buttafuoco

Commenti   

#1 Maria 2016-02-11 08:30
Ho letto diverse cose di Pietrangelo Buttafuoco...be lle. L'ho tuttavia trovato sempre un po' farraginoso, con questi voli pindarici trasversi nel tempo e nello spazio. Certo è una lettura bella e colta. Occorre fermarsi e meditare, non si può leggere di corsa, occorre capire che filo conduttore corre tra Vibo Valentia e i Traci, ma c'è, sicuramente c'è...e tuttavia mi sembra di vedere anche un rapido movimento all'angolo della bocca, un sorriso? Certo si compiace di lasciarci ...attoniti del tipo: "provate a capire se ci riuscite"!
Grazie all'amica incomparabile Grazia.
Citazione | Segnala all'amministratore