Nerone, ovvero, come si compie un Oroscopo difficile!

AstoriaMiei cari Amici delle Stelle,
eccomi a voi con un testo straordinario.
Narra aneddoti affascinanti, che accompagnano il lettore nei mondi astrologici , attraverso una narrazione che assume il tono della leggenda. Nel capitolo intitolato ‘Astrologi e imperatore, destino e politica’, si narrano gli aneddoti di Domiziano, ovvero dell’impossibilità di sfuggire al destino: Adriano, ovvero: un astrologo diventa imperatore; e Nerone, ovvero, come si compie un Oroscopo difficile, che vi propongo oggi.

Nella Roma del I e II secolo era consuetudine, in caso di nascita nelle famiglie importanti, fare preparare un Oroscopo per conoscere esattamente il futuro del bambino, le opportunità nella professione, l’andamento del matrimonio, le eventuali malattie e, non da ultimo, la durata della vita.

Se si trattava di una famiglia di senatori, di nobili o di altri ambienti potenzialmente pericolosi per la casa imperiale, questi oroscopi andavano trattati con la massima discrezione, poiché gli imperatori avrebbero impedito in ogni modo che oroscopi favorevoli di potenziali avversari fossero messi in circolazione. Se si trattava di una famiglia di senatori, di nobili o di altri ambienti potenzialmente pericolosi per la casa imperiale, questi oroscopi andavano trattati con la massima discrezione, poiché gli imperatori avrebbero impedito in ogni modo che oroscopi favorevoli di potenziali avversari fossero messi in circolazione. Del tutto diverso il caso delle natività imperiali: ogni posizione planetaria che sembrasse in qualche misura rimandare ad un grande futuro veniva resa nota al popolo – e ai rivali – per sottolineare per sottolineare da subito il loro diritto ad aspirare al potere. Comunque, le previsioni non erano sempre così favorevoli da poter essere rese pubbliche in questa maniera. Alla nascita di Nerone, il 15 dicembre del 37, la maggior parte degli astrologi, e tra loro lo stesso Trasillo, ammise di avere a che fare con un Oroscopo estremamente carico di tensioni e conflitti, che aveva in serbo per l’interessato un enorme grado di tragicità. Potrebbe essere stato Trasillo, o anche il giovane Balbillo, a cui si riferisce Dione Cassio nel suo resoconto: ‘Un certo astrologo fornì, sulla base di questo fatto (cioè, che l’oroscopo fosse cosi cattivo) e del movimento delle stelle in quel momento e della loro posizione reciproca, due profezie contemporaneamente che riguardavano il bambino; la prima, che sarebbe diventato imperatore, la seconda, che avrebbe ucciso sua madre. Quando (sua madre) Agrippina lo seppe, andò fuori di sé al punto che esclamò: ‘Che mi uccida, se diventa imperatore!’
Ma in seguito si sarebbe pentita amaramente del suo augurio (Historia Romana LNI).

La politica di Nerone – e anche la sua condotta di vita così estrema, da cui Seneca, suo maestro, fu profondamente turbato – non riuscì a confutare queste previsioni. Grazie all’abilità politica della madre Agrippina, Nerone venne adottato da Claudio, il che gli spianò la strada verso il trono. Mentre il nuovo imperatore continuava ad affidarsi a Balbillo, alle sue spalle venivano orditi intrighi e macchinazioni. Poppea Sabina, per esempio, che secondo l’opinione degli storici era la donna più bella dell’impero, nel 58 era diventata l’amante di Nerone, ma non era in alcun modo soddisfatta del ruolo toccatole: Poppea aspirava infatti a partecipare del potere imperiale, in altre parole a sposare l’imperatore. Influenzandolo abilmente, riuscì a convincere Nerone della necessità di eliminare Agrippina. Si realizzava così anche la seconda parte dell’antica profezia. Nello stesso periodo Poppea aveva radunato intorno a sé un gruppo considerevole di astrologi, anche per essere in grado di far fronte al potente Balbillo. Tacita commenta: ‘Molti di questi (astrologia) partecipavano alle riunioni segrete di Poppea ed erano usati nella maniera peggiore nel meccanismo del matrimonio imperiale. ’ (Historia 1, 22)
Nell’anno 62 Poppea raggiunse il suo scopo: tutti gli oppositori erano stati eliminati e il matrimonio poté essere finalmente celebrato. Gli anni successivi, però, non riuscirono in alcun modo a fare subentrare la calma e l’armonia, giacché Nerone si trovò coinvolto in difficoltà sempre maggiori, che aumentarono improvvisamente quando nell’anno 64, un incendio devastò Roma, incendio del quale non pochi attribuirono la responsabilità allo stesso imperatore, allo scopo di fare posto ai suoi grandiosi progetti edilizi. Queste voci si diffusero ancora di più quando ‘verso la fine dell’anno apparve una cometa che Nerone si sforzò di placare con il sangue dei nobili’ (Tacito, Annales, XV, 47).
Quello che Tacito espone in breve viene narrato più ampiamente da Svetonio: ‘Era incominciata ad apparire per molte notti di seguito una cometa, che comunemente si ritiene annunziatrice di rovina alle supreme podestà. Di ciò turbatissimo, come apprese dall’astrologo Balbillo, che i re sogliono stornare siffatti presagi con una qualche insigne uccisione e da sé rivolgerli sopra le teste dei maggiorenti, deliberò di far scempio d’ogni più nobile cittadino; e ciò invero quasi con giusto motivo, essendosi avuto sentore di due congiure. ’ (Nerone, 36)
L’incendio di Roma fornì d’altronde un buon pretesto per la persecuzione dei cristiani, che da parte loro interpretarono un tale evento come il segno inequivocabile dell’imminente fine del mondo. Anche da parte ebrea si era impegnati nelle interpretazioni, ed è interessante che Flavio Giuseppe, storico ebreo e futuro comandante romano nella guerra giudaica contro Roma, nello stesso periodo si trovasse a Roma e avesse stretto amicizia con Poppea.
Il matrimonio tra Poppea e Nerone non era nato evidentemente sotto una buona stella. L’ambiziosa imperatrice venne assassinata dal suo stesso marito. Nerone la seguì il 9 giugno del 68 suicidandosi, ponendo così fine alla dinastia giulio-claudia e aprendo la strada ai Flavi. Gli astrologi saranno venuti a sapere con silenzioso compiacimento che proprio in quel periodo Saturno, già in aspetto difficile nell’oroscopo di Nerone, tornava a formare una quadratura con il Sole radix e Marte radix – con tutte le tragiche conseguenze che questo comportava.

Kocku von Stuckrad, Storia dell’Astrologia, Oscar Storia Mondadori