Capricorno

Caprclibro.jpgUn omaggio celestiale al Capricorno, dal testo che scrissi nel lontano 1983!
‘L’homme est un animal qui sécrète de la souffrance pour lui-meme et pour les autres’, scrisse Daniel Rops, solido Capricorno venuto alla luce il 19 gennaio 1901 nella sua opera squisitamente saturnina nel titolo: ‘Mort, où est la victoire?’, così come altri autori venuti alla luce in questo Segno sono stati influenzati, nei contenuti e negli stessi titoli delle loro opere, dalla sua struttura severa, razionale, eppure sorprendentemente filosofica e capace di credere nelle cose che intraprende. Il simbolo del Segno che si estende tra dicembre e gennaio recepisce molto dalla stagione, e lo spirito di chi vede la luce in un periodo di giornate brevi, di risorse limitate e misurate, di freddo e tempeste nervose subisce un immediato condizionamento, e non è affatto da credersi che sia un male, al contrario.

Le lontane origini di un Kronos che rappresenta lo scorrere lento e implacabile del tempo e dell’orologio cosmico influenzano inevitabilmente proprio per la struttura astrologica, chi vede la luce in un certo giorno dell’anno e dell’eternità.
Ci troviamo di fronte all’Uomo Capricorno, saturnino, al suo comportamento psicologico, avanti il quale è bene considerare che un Tema Astrale è costituito da numerose variabili. Oltre al Sole, che di per sé suggerisce l’inserimento di una persona in uno o nell’altro dei Segni dello Zodiaco, vi sono una molteplicità di elementi, a cominciare dalla tradizione (Sole, Luna, Venere, Mercurio, Marte, Giove, Saturno) e proseguendo con la posizione dell’Ascendente, cioè del Segno Astrale che si trova ad Oriente al momento della nascita, completando il quadro con altri punti e posizioni che l’Astrologo può inserire a seconda dei metodi analizzati.
Trattando in generale il Segno del Capricorno non è dato di conoscere con precisione tali elementi, i lettori perdoneranno l’indispensabile estrapolazione, la generalizzazione che permette di colorare di un nero capricorniano (tonalità cromatica del Segno per tradizione) avvolgente l’insieme dell’esame psicologico. Se il Solstizio d’Estate, data di inizio del Segno del Cancro, segna con chiarezza il mezzogiorno dell’anno e il trionfo della luce solare, allo stesso modo il significato del Solstizio d’Inverno è restrittivo, porta alla luce ridotta, alle paure ancestrali e al buio, in sintesi. E’ una fase statica, in apparenza, per la Terra. E invece cosi importante che il Segno del Capricorno appartiene proprio a questa ripartizione nella sequenza zodiacale. Nel ventre materno di Gea e di Rea si preparano il rinnovo primaverile, le nuove linfe vitali, la vegetazione langue e lo scambio nutritivo è interrotto, come per magia Saturno ha bloccato ogni cosa, per protezione, ma anche per accompagnare il ruolo naturale del suo compito. L’uomo segue questa direttiva, ha preparato rumorosamente l’inverno imminente col Giove sagittariano ed ora è pronto a riflettere, a rinchiudersi in se stesso, ad esaminare e a pensare finalmente all’interno di sé, dopo tanti mesi. Il Capricorno nella sua natura più intima e pura è segnalato attraverso un preciso movimento di introversione, di isolamento, di autodifesa, riduzione delle esigenze, riduzione all’essenziale. Proprio per la sua natura è un Segno paziente, che sa attendere i risultati di quanto intrapreso, cosi come la terra spoglia custodisce gelosamente nel suo ventre i germogli i cui frutti verranno molto più avanti, nella primavera evoluzionista e nell’estate lussureggiante.
Si distingue con chiarezza nel Segno del Capricorno la tensione tra la voce della sensazione e la volontà della conoscenza. La volontà di potere esige l’obbedienza cieca, destinata a insidiare tutti gli sforzi dell’uomo verso la libertà. Le conchiglie magiche capaci di distruggere i Titani possono identificarsi con un processo di metamorfosi interiori, che, su un piano più elevato, corrisponde alla trasformazione organica mediante la quale il bambino è in condizione di usare la parola. Che, spinto dal bisogno di conoscenza risvegliato in sé sa riconoscere i veri dati di fatto riguardanti la sua natura intima si troverà in una prima fase, con il Capricorno, nella fredda solitudine rocciosa del suo Ego. Scoprirà l’imperativo della conoscenza sotto forma di senso dell’isolamento, la rivendicazione immediata dell’esperienza sotto forma di desiderio che lo spinge verso l’accumulo delle sue sensazioni. Così il suono delle conchiglie magiche diviene l’eco della fede profonda, nella certezza di una vita al di là della vita. Qui si riconosce il senso religioso di questo Segno apparentemente pratico. Gli aggettivi per descrivere il cosiddetto tipo ‘saturnino’ sono assai espressivi: tenace, scrupoloso, rinchiuso in se stesso, timido, non alla moda, sognatore, modesto, silenzioso, studioso, discreto, senza cerimonie minuzioso, preciso, paziente, prudente, ostinato, metodico, austero.
Nell’attribuzione dei peccati capitali ai 7 Pianeti della tradizione a Saturno spetta quello dell’avarizia, che può trovare la sua sublimazione nel distacco totale e nella età dell’uomo quella di Saturno è la vecchiaia. Di qui le possibilità di riuscita nella vita che mentre per gli altri Segni giungono per il solito presto, o comunque prima della piena maturità per il segno del Capricorno giungono più tardi, al meriggio della vita, quando l’età e la maturazione e l’aver saputo attendere, completano la costruzione di un successo non più effimero, ma sostanziale. Si assiste così, per lo più, ad esperienze non facili per chi vede la luce nel segno del Capricorno, nell’esaltazione dell’ambizione, che sa attendere lustri e decenni, prima di esprimere pienamente i suoi obiettivi di gestione delle cose. Liz Greene, in una interessante opera dedicata propriamente a Saturno, confronta il mito saturnino e capricorniano con la celebre fiaba della Bella e la Bestia, rappresentando la faccia negativa del Pianeta un aspetto bestiale di sé, che nasconde al suo interno lo splendore del principe felice, che vuole essere amato per se stesso, e non per le sue sembianze magiche o abbruttenti. Qui sta anche il significato riposto di non voler dare alle cose un’importanza superficiale, la ricerca dei valori interiori, lo scaturire del bello della vita dopo un inizio traumatico, a volte deludente. L’ambizione lo spinge, tuttavia non va confusa con una sterile ricerca di brillante posizione sociale, al contrario viene accortamente e raffinatamente perseguita nell’evolversi della vita, a brevi ma sostanziali mete parziali proprio come uno scalatore che passo dopo passo senza affrettarsi è consapevole di essere in grado di raggiungere la cima. Non sempre l’apprendimento è immediato, vivace, espresso da dialettica brillante e ben illustrata. Al contrario è lento, metodico, deve assorbire la conoscenza con consapevole ruminazione interiore, attraverso un processo evolutivo che si svolge all’interno di sé, e che può dare, alla fine del suo iter, sorprendenti risultati, con una piena, totale acquisizione del concetto, digerito e predisponente a successive nuove conoscenze. L’organizzazione del lavoro, pratico o intellettuale, è metodica, lungimirante, bada al discorso complessivo più che alla sintesi individualistica di quanto intrapreso, vuole perseguire un obiettivo sostanziale senza perdersi nei dettagli distraenti. Ha scritto Edgar Allan Poe, originale Capricorno che ha espresso nelle sue opere il lato fatalista del vecchio Saturno: ‘Non è nella conoscenza, la felicità, ma nell’acquisizione della conoscenza’, ad indicare il lento lavoro di consapevolezza nei riguardi dei concetti, il piacere nel travaglio di evoluzione, la gioia nell’apprendimento e nella successiva costruzione ed elaborazione mentale.
I ritmi capricorniani sono lenti, nel corso della vita; e difficilmente il nato nel Segno vive una infanzia e una giovinezza spensierate, al contrario tende a somatizzare le paure saturnine, a esprimere i risvolti di insicurezza e di scarsa fiducia in sé, che evolvono con il passare degli anni, sorprendentemente, fino al magico momento del regno felice di Giano, all’età dell’oro che premia il vecchio re protagonista della felicità agreste. Allo stesso modo l’attesa del nato in Capricorno è lunga, paziente, orientale, ma nel senso attivo e organizzativo del termine. Nel momento del raggiungimento degli obiettivi proposti avviene l’evoluzione del regno felice, la fiducia in sé ha una consapevolezza nuova, ciò che prima era solo intuito, sperato, è ormai una realtà. I risultati sono valutati solo a pieno loro raggiungimento, senza utopie e falsi momenti di speranza infondata. Pessimista, il nostro amico, sempre portato a vedere il futuro con una lente restrittiva, è tuttavia consapevole del proprio continuo, serrato, attivissimo e pur metodico lavoro.
Ha scritto Rudyard Kipling, lo splendido favolista inglese: ‘Attacking or attacked, so long you have breath, on no provocation explain.’ Che suona in italiano nel modo seguente: ‘Aggressore o aggredito, fino all’ultimo respiro, non cedete a nessun prezzo’. Concetto che, io credo, esprime un contenuto squisitamente saturnino e capricorniano!

Tratto da: Grazia Mirti, Capricorno, Armenia Editore