La Tavolozza Celeste

Dodici Segni, Dodici Case, Dodici Corpi Celesti. Non vi è chi non preveda, auspichi, presagisca nuove scoperte, nuovi Pianeti, la scoperta del magico numero 12. Ma ciascun individuo, ciascun collettivo vive la realtà del suo tempo; il nostro è più appassionante proprio per questa incompiutezza, si presagisce l’immortalità, il magico toccare meccanismi di Vita e di Morte, e si vive per questo ancora più appassionatamente la propria natura mortale attraverso amore, odio, ambizione, successo, disperazione, una sorta di sabato del villaggio globale dove tutto sia in ogni caso (complici i vecchi, saggi pianeti), come era nelle terse notti di Babilonia, o nell’antro fumoso di un mago medievale, alchimista intrigante, capace di pozioni straordinarie, di cui oggi si è perso il segno, la formula.

Il sottile gioco dei Segni Zodiacali intriga perché dà un senso a guerre stellari e umane, in affinità e parallelismo, secondo una logica che meraviglia sempre di più, man mano che ci si inoltra, anche a scopo di seduzione (e chi non ha bisogno di sedurre qualche splendida fanciulla? Ella può avere i nomi più diversi: Successo, Gioventù, Bellezza, Conoscenza, Fantasia, Musica, Arte…) nel giardino abitato dalle Sette Principesse astrali, ognuna chiusa nel suo padiglione, edificato secondo regole antichissime.
Non esistono Segni buoni, cattivi, fortunati, sfortunati, tristi, allegri. Esiste una tavolozza celeste, un ritratto che ci è stato pennellato o offerto alla nostra nascita. A noi scoprirne i chiaroscuri, le possibilità segrete, le armonie, i contrasti, la prospettiva. Un lavoro di autoanalisi astrale, che promette e mantiene e deve partire dal presupposto di una visione positiva di sé.
Per spiegare, insomma, l’impulsività arietina, la pacatezza passionale del Toro, la curiosità insaziabile dei Gemelli, l’intuito medianico del Cancro, l’entusiasmo leonino, lo spirito analitico della Vergine, la ricerca psicologica della Bilancia, il masochismo dello Scorpione, i lunghi viaggi del Sagittario, l’ambizione mai sopita del Capricorno, il tocco geniale dell’Acquario, la profondità abissale dei Pesci, segreta.
Un cammino su se stessi che equivale ad un avventuroso trekking verso altri mondi, psicologie, collettivi, per imparare a conoscere e a gestire meglio le forze che sono alla nostra guida. Un tesoro tutto da scoprire, un’eredità astrale, che viene da mondi magici e lontani, parte integrante del nostro personale background interiore. Buon lavoro a tutti noi!