Edmond non è d'accordo!

SoleLuna168.jpg‘Ecco qui dichiarata l’enorme stoltezza di questo mondo! Chè quando la nostra buona fortuna si ammala – spesso a causa degli eccessi cui indulgiamo nella nostra condotta – subito temiamo responsabili e rèi delle catastrofie, e il Sole e la Luna e le Stelle. Come se fossimo delle canaglie per pura necessità, degli sciocchi per impulso del Cielo, ladri e birbanti, traditori per via dei nostri Oroscopi, o ubriaconi, bugiardi e adulteri soltanto per una forzata obbedienza all’influsso delle Costellazioni! E, insomma, come se tutto quel ch’è in noi malvagio la fosse per effetto di un incitamento soprannaturale.

La Luna mangia le pietre?

La Luna mangia le pietre?
Sia che si tratti dell’argento o della selenite, le superstizioni che vi si ricollegano risalgono indiscutibilmente ai dotti dell’antichità: maghi, astrologi, alchimisti, enciclopedisti; ma c’è dell’altro la cui origine sempre essere molto più recente.
Antoine Mizauld, al quale bisogna sempre rivolgersi quando si tratta della Luna e delle sue prodezze, appoggiandosi qui ai detti degli architetti e dei capomastro afferma che le pietre e le opere in miniatura esposte alla Luna dal lato del mezzogiorno si usurano maggiormente di quelle esposte verso Nord. Non ho trovato nulla di simile in Vitruvio e non so chi furono gli architetti e i muratori dai quali egli apprese un così bel segreto; ma in compenso non posso ignorare che la gente del popolo tradusse in un linguaggio più animista la sua teoria e disse semplicemente: la Luna mangia le pietre.
Questa credenza incontrò tanti di quei seguaci che J.B. Salgues si ritenne costretto a combatterla nel suo trattato ‘Errori e pregiudizi’:

La Tavolozza Celeste

Dodici Segni, Dodici Case, Dodici Corpi Celesti. Non vi è chi non preveda, auspichi, presagisca nuove scoperte, nuovi Pianeti, la scoperta del magico numero 12. Ma ciascun individuo, ciascun collettivo vive la realtà del suo tempo; il nostro è più appassionante proprio per questa incompiutezza, si presagisce l’immortalità, il magico toccare meccanismi di Vita e di Morte, e si vive per questo ancora più appassionatamente la propria natura mortale attraverso amore, odio, ambizione, successo, disperazione, una sorta di sabato del villaggio globale dove tutto sia in ogni caso (complici i vecchi, saggi pianeti), come era nelle terse notti di Babilonia, o nell’antro fumoso di un mago medievale, alchimista intrigante, capace di pozioni straordinarie, di cui oggi si è perso il segno, la formula.

Crepi l'Astrologo!

Corona377.jpgUn Re e una Regina che chiedono al proprio figlio, principe ereditario, di non sposarsi per non incorrere nei segni infausti del destino; gli Astrologi di Corte che decretano il rinvio delle nozze di almeno sei anni; un figlio furioso e ubriaco che si presenta per la cena a Palazzo Reale, viene allontanato, torna e uccide tutti i commensali – padre, madre, fratello, sorella e altri parenti – poi rivolge l’arma contro se stesso e tenta di suicidarsi; un protocollo che impone che l’omicida agonizzante diventi Re in ogni caso.