Numero 13: il sorriso beffardo della Matematica!

Apocalisse.jpgSi narra che Filippo II, re di Macedonia dal 356 al 336 a.C. ebbe la cattiva idea di fare aggiungere la propria statua a quella dei dodici dei olimpici che sfilavano in una processione religiosa. Il gesto sacrilego gli costò caro: qualche tempo dopo fu assassinato. Per questo motivo gli antichi Greci consideravano infausto il numero 13, la cui cattiva fama si rafforzò in epoca cristiana. Ciò nonostante, il 13 si trova spesso inciso sui portafortuna. Vediamo dunque i motivi di questa ambigua considerazione.
Nel corso dell’ultima cena sedevano a tavola tredici persone: Gesù Cristo e i dodici apostoli, ai quali lo stesso Gesù rivelò che uno di loro lo avrebbe tradito (Marco, 14:17-21; Giovanni 13:22). Sembra nascere di qui l’idea superstiziosa che essere in tredici a tavola porti sfortuna: uno dei convitati morirebbe entro l’anno. E forse nasce da qui anche la credenza che il venerdì 13 sia un giorno ‘fatidico’, dato che la morte di Gesù sulla croce avvenne di venerdì.
Queste idee sono in contrasto con un’altra vicenda biblica.

Le energie solari della salute, le energie Lunari della malattia

Luminari 5621.jpgLa nostra vita è fatta di contrasti, di chiaroscuri, di positivo, di negativo, di Yin e Yang. Antiche energie si muovono in noi, provocate da innumerevoli fattori celesti che si riflettono - come suggerivano gli Antichi - sulla nostra vecchia Terra e su ciascun individuo, sintesi dell'Universo.
In Astrologia l'incontro simbolico di ciascun pianeta con un suo simile dà inizio ad un Ciclo. La sua durata è strettamente correlata all'orbita del pianeta più veloce tra i due che si incontrano. Il più breve di tutti si riferisce al rapporto Sole /Luna, che si scandisce attraverso le fasi di Luna Nuova, Piena, Primo Quarto, Ultimo Quarto.

Colei che di notte sta al posto del Sole!

Luna456.jpgIl corpo celeste che governa il cielo notturno era sempre avvolto da qualcosa di strano, di insolito: ‘Al suo primo comparire era come un piccolo arco, come una festuca ornamentale per le labbra piegata, piccolissima. Ma non brillava. Molto lentamente, diventava sempre più grande, assumendo una forma circolare, simile ad un disco. ’
Quando poi diventava larga e tonda come una casseruola, continua la leggenda azteca, l’osservatore poteva vedere che la luna ha un coniglio disteso sul volto. La storia continua narrando che un giorno gli dèi, sbeffeggiando la luna, le scagliarono contro un coniglio oscurandole così il volto in modo tale che non potesse confondersi con il sole che le dà la vita.
In confronto all’annuale movimento oscillatorio del sole, il ciclo di mutamenti della luna è molto più complesso. Tuttavia il disco lunare, come gli aztechi sospettavano da tempo, è l’opposto del sole, è il suo corrispettivo più buio, che imita, come un’immagine riflessa in uno specchio, qualsiasi cosa faccia il sole.

L'Aquila: pensiero superiore di un’anima fuori del comune!

Aquila.jpgErede delle tradizioni antiche, il cristianesimo primitivo fa dell’aquila ora una immagine del Dio Padre, ora un’immagine di Cristo. Nel primo caso, essa incarna la forza, la giustizia, la sovranità onnipotente di Dio. Nel secondo, richiama l’Ascensione del Salvatore e rappresenta, come il cervo e la fenice, un simbolo di resurrezione. Riprendendo Plinio, Eliano, Solino e svariate tradizioni orientali, i Padri della Chiesa citano un comportamento prodigioso dell’aquila sul quale, dopo di loro, si dilungano i bestiari. Quando si sente vecchio, il rapace è capace di rigenerarsi: anzitutto spezza contro una roccia il becco che, essendo diventato troppo lungo, gli impedisce di nutrirsi. Poi vola fino a raggiungere il sole per bruciarsi le vecchie ali e gli occhi stanchi. Infine, rianimata dalla luce e dal fuoco, l’aquila si lascia cedere dal cielo e va a tuffarsi in una fontana magica: ritrova così il suo vigore e la sua giovinezza.