Il Cerchio d'Oro!

Cerchio Oro.jpgAnche quel giorno, Fiore era solo. La madre, le sorelle erano nei campi a pulire i grani; i fratelli dietro la madre, il padre al mercato: chi qua, chi là, per accrescere fortuna alla casa.
Egli disteso nel suo lettuccio, attendeva in pace.
Il ciliegio era fiorito contro alla finestra di lui, eran più fiori che foglie, e, fra questi fiori, saltabeccavano i passeri arguti. Il fanciullo si addormentava con quella visione negli occhi e che si sognasse lo sapeva il sorriso errante per la sua pallida faccia bene adorna di riccioli neri.
Vegliava nel suo silenzio quel giorno piccolo Fiore e già, col sole morituro, si raccoglievan gli uomini alle loro capanne allorché intese dall’aia sottostante una profonda voce a lui carissima.
-Dorme Fiorello, o veglia? Si può salire a salutar gli amici?
Fiore raccolse tutto il suo fiato per gridare: ‘Vieni, vieni che ti aspetto da tanto tempo! ’
E la voce profonda riprese:
‘C’è qua tutta la compagnia che vorrebbe vederti, può salire? ’
‘Venite, venite tutti! ’, rispose Fiore.

Edmond non è d'accordo!

SoleLuna168.jpg‘Ecco qui dichiarata l’enorme stoltezza di questo mondo! Chè quando la nostra buona fortuna si ammala – spesso a causa degli eccessi cui indulgiamo nella nostra condotta – subito temiamo responsabili e rèi delle catastrofie, e il Sole e la Luna e le Stelle. Come se fossimo delle canaglie per pura necessità, degli sciocchi per impulso del Cielo, ladri e birbanti, traditori per via dei nostri Oroscopi, o ubriaconi, bugiardi e adulteri soltanto per una forzata obbedienza all’influsso delle Costellazioni! E, insomma, come se tutto quel ch’è in noi malvagio la fosse per effetto di un incitamento soprannaturale.

La Luna mangia le pietre?

La Luna mangia le pietre?
Sia che si tratti dell’argento o della selenite, le superstizioni che vi si ricollegano risalgono indiscutibilmente ai dotti dell’antichità: maghi, astrologi, alchimisti, enciclopedisti; ma c’è dell’altro la cui origine sempre essere molto più recente.
Antoine Mizauld, al quale bisogna sempre rivolgersi quando si tratta della Luna e delle sue prodezze, appoggiandosi qui ai detti degli architetti e dei capomastro afferma che le pietre e le opere in miniatura esposte alla Luna dal lato del mezzogiorno si usurano maggiormente di quelle esposte verso Nord. Non ho trovato nulla di simile in Vitruvio e non so chi furono gli architetti e i muratori dai quali egli apprese un così bel segreto; ma in compenso non posso ignorare che la gente del popolo tradusse in un linguaggio più animista la sua teoria e disse semplicemente: la Luna mangia le pietre.
Questa credenza incontrò tanti di quei seguaci che J.B. Salgues si ritenne costretto a combatterla nel suo trattato ‘Errori e pregiudizi’:

La Tavolozza Celeste

Dodici Segni, Dodici Case, Dodici Corpi Celesti. Non vi è chi non preveda, auspichi, presagisca nuove scoperte, nuovi Pianeti, la scoperta del magico numero 12. Ma ciascun individuo, ciascun collettivo vive la realtà del suo tempo; il nostro è più appassionante proprio per questa incompiutezza, si presagisce l’immortalità, il magico toccare meccanismi di Vita e di Morte, e si vive per questo ancora più appassionatamente la propria natura mortale attraverso amore, odio, ambizione, successo, disperazione, una sorta di sabato del villaggio globale dove tutto sia in ogni caso (complici i vecchi, saggi pianeti), come era nelle terse notti di Babilonia, o nell’antro fumoso di un mago medievale, alchimista intrigante, capace di pozioni straordinarie, di cui oggi si è perso il segno, la formula.